Glicemia a digiuno 100 in donna sovrappeso

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 9 Ottobre 2006 Paola C. scrive:
Sono una 33 notevolmente sovrappeso.
Nell’ultimo esame del sangue fatto il valore della mia glicemia a digiuno è risultato 100. A me è suonato come un campanello d’allarme, ma il mio dottore ha minimizzato dicendo che non è assolutamente un valore preoccupante. Così, un po’ per gioco, un giorno ho approfittato di una amica diabetica per farmi il test della glicemia prima e dopo cena (una pizza!). Il valore prima di cena era 102, ma un’ora e mezza prima avevo mangiato una mela e 4 gallette di riso soffiato. Dopo cena (misurazione ad un’ora dalla fine del pasto) il valore era 82, dopo un’altra mezz’ora risultava 80.
La mia amica diabetica mi ha spiegato che dopo pasto la glicemia generalmente sale e quindi non mi sapeva spiegare come mai io invece mostrassi un comportamento così strano.
E’ sintomo di qualche disfunzione? devo fare qualche accertamento o è tutto perfettamente normale.

Risponde il dr. Patrizio Tatti, diabetologo:

  1. Il valore glicemico di 100 mg/dl a digiuno è ai limiti (borderline) e per noi europei, al contrario degli statunitensi, è considerato normale. Peraltro la PCOS aumenta il rischio di disturbi della glicemia e sarebbe bene quindi fare una curva da carico con 75 grammi di glucosio ed un prelievo per glicemia (ed insulinemia) a 120’. Credo anche che dovrebbe ripetere il dosaggio della glicemia a digiuno almeno 1 volta / anno.
  2. La normalizzazione della glicemia dopo un pasto è fatto assolutamente normale ed indica che in queste condizioni il suo organismo è stato in grado di gestire efficacemente gli zuccheri ingeriti.

Approfitto però per ribadire che i glucometri (=le “macchinette per la glicemia”) non vanno assolutamente usate per fare la diagnosi di disturbi del metabolismo glicidico ma solo per guidare la terapia in persone con diabete diagnosticato


Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 23 Ottobre 2006 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2006/e2_02654.html