Frequenza dei controlli della glicemia in tipo 2 dopo infarto
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 4 Ottobre 2006 Giovanni P. scrive:
Ho 45 anni. Ho scoperto di avere il diabete tipo 2 ad Aprile 2006.
Ad Agosto 2006 ho avuto un infarto.
Il diabetologo che mi segue sostiene che devo controllare la glicemia ad intervalli di sette giorni (quadrioraria). Ho letto in qualche rivista medica che è opportuno controllarla ogni giorno. (Preciso che i valori glicemici fino ad oggi sono stati ottimali).
In tal proposito chiedo specifiche indicazioni.Risponde il dr. Francesco Paolo Volpe, diabetologo:
Sono perfettamente d’accordo col suo diabetologo e le dico perché. Il controllo delle glicemie prima e dopo i pasti serve a verificare il raggiungimento ed il mantenimento degli obiettivi glicemici, soprattutto nel caso dell’impostazione del piano terapeutico. Il Collega indicherà gli esami glicometabolici e strumentali da continuare a sorvegliare periodicamente.
Nella prosecuzione del percorso di prevenzione secondaria, che è quella da attivare dopo un episodio di danno d’organo come l’infarto miocardico, è indispensabile attuare il puntuale contenimento degli altri fattori di rischio, che possono influire ancor più della glicemia sullo stato di salute, e cioè il sovrappeso, l’obesità centrale (circonferenza vita sotto i 94 cm), il colesterolo LDL (meglio sotto i 70 mg/dl e comunque assolutamente sotto i 100, con HDL sopra i 40, anche con l’uso di statine), la pressione arteriosa sotto i 130/80, l’abolizione completa del fumo e della sedentarietà. Faccia vita sana, attiva e serena.
Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 19 Ottobre 2006 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2006/e2_02650.html