Terapie per bruciori ai piedi e per ridurre il danno nervoso

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 1 Luglio 2006 Christian Z. scrive:
Io sofro confermato dagli esami di neuropati diabetica, e ho letto molte sue risposte ma parlate di tunner carpale, io invece i problemi è nel tarso, tunnel tarsale cioe sento proprio lavorare e dopo qualche mese arriva questo bruciore zona calcagno in entrambi i piedi
Ho provato con il gabapenti 300mg il primo hanno ha funzionato dopo appena 3 giorni, poi pero tanti effetti collaterali usavo 3 pasticche
Ma era molto forte, poi o dovuto prendere aprovel per la pressione ae altri problemi... insomma dopo 8 mesi ritorna i dolori riprendo il gabapentin, ma nulla ne effetti collaterali ne nulla
Ho girato un po in questo vostro sito interesante.. ma uno chiedo che medicini posso usare per far passare sti bruciori, 2) perche il mio centro antidiabetico non mi sta dando nessuna medicina per la depressione(mi sembra di aver letto che la depressione porta a glicemie alte e aumento della neuropatia, 4 anni fa ho avuto anche un tumore se non sono depresso io non vedo chi dovrebbe esserlo 3)nessuna medicina per la riduzione dei danni dei nervi, da le sue risposte mi sembra importanti questi inibitori
Insomma letto molte cose in sto sito.. mi mancano veramente tante medicine che non sto prendendo e non sto quindi combatento la neuropatia
Comunque la mia domanda per lei che cosa uso per far passare i dolori al tunnel tarsale ps il gabapentin da 300mg quante pasticche dovrei prendere al giorno mi dia un dosaggio

Risponde il dr. Fabio Baccetti, diabetologo:
I quesiti che mi pone sono tanti ed articolati e cercherò di rispondere per punti come li ha illustrati lei.
1-2) Queste domande le ho accoppiate perché chiedono cose simili; i farmaci per i bruciori nei piedi sono gli analgesici e i più efficaci sono risultati essere l’amitriptilina ed il gabapentin. Il primo è un antidepressivo triciclico che da anni si usa come analgesico nelle neuropatie periferiche, molto maneggevole data anche la formulazione in gocce ma che porta con sé tutta una serie di effetti collaterali che ne limitano l’uso. L’altro, il gabapentin che lei già assume, è un ottimo farmaco in quanto ha pochi effetti collaterali (rispetto all’amitriptilina e altri analoghi usati in questo caso) ma spesso funziona a dosaggi di 900-1200 mg al giorno se non superiori; purtroppo gli effetti collaterali sono dose dipendente e cioè aumentano all’aumentare del dosaggio. Negli ultimi tempi è uscito sul mercato il profarmaco del gabapentin, il pregabalin che si usa a dosaggi inferiori (da 50 mg in su) ma che non pare, almeno per ora nei trias realizzati, aver spiazzato completamente il gabapentin che ha inoltre il vantaggio di costare molto meno. Chiariamo un concetto: per lungo tempo si è dibattuto se gli antidepressivi, a partire dall’amitriptilina fino ai più moderni serotoninegici, avessero di per sé attività analgesica distinta da quella antidepressiva oppure se aumentando il tono dell’umore in un soggetto con dolore cronico questo contribuisse a far sentire meno quel dolore. Ad oggi si propende per la seconda ipotesi dato che molti studi di confronto hanno stabilito che la capacità di ridurre il dolore degli antidepressivi serotoninergici è minore del gabapentin ad esempio. Perciò se lei ritiene di avere una depressione reattiva alla malattia tumorale o le è stata diagnosticata credo che lo specialista più adatto per lei in questo caso sia magari uno psichiatra che pratica la psicologia clinica o che comunque lavori con i pazienti oncologici che le potrà prescrivere la terapia più adatta a lei e magari supportala psicologicamente. Io per primo e credo tutti i miei colleghi diabetologi non abbiamo le competenze necessarie in questo campo d è ben quindi che in casi come il suo si faccia un passo indietro e si deleghi a loro il trattamento dello stato antidepressivo la cui risoluzione potrebbe certamente alleviare il dolore che lei avverte ai suoi arti inferiori e certamente migliorare il suo controllo glicemico.
3) La miglior terapia per ridurre il danno nervoso in caso di Neuropatia Diabetica è il buon controllo metabolico e cioè emoglobina glicosilata inferiore a 6,5% con Glicemia a digiuno inferiore a 110 mg/dl e post prandiale inferiore o uguale a 140 mg/dl (secondo le ultime linee guida internazionali IDF, www.idf.org) ; una volta raggiunto il buon controllo può essere utile assumere antiossidanti che fra tutte le sostanze sperimentate sono quelli con qualche evidenza alle spalle; in particolare acido lipoico a 800 mg al giorno in formulazione a rilascio controllato a cui associare la Vitamina E a dose di 900-1200 UI (o mg a seconda del tipo di molecola che si trova in commercio) al giorno. Infine rispetto al dosaggio del gabapentin da assumere le ho risposto sopra nella prima parte.


Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 14 Luglio 2006 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2006/e2_02631.html