Il range postprandiale giusto

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 16 Marzo 2006 Luciano L. scrive:
Per quale motivo leggo praticamente in tutte le risposte da voi date che il valore della glicemia postprandiale (già dopo un’ora e mezzo o due dopo il pasto) deve essere a buoni livelli come 140 mg/dl e comunque ASSOLUTAMENTE mai oltre i 180 mg/dl? Io utilizzo l’insulina regolare (Humulin R) che ha un raggio d’azione abbastanza ampio e se ho già buoni valori “appena” 2 ore dopo il pasto (magari alle 16,00 ho 120 mg/dl o 140 mg/dl) sicuramente andrò in ipo verso le 18,00. Identico discorso per la notte. Semplice curiosità. A questo punto mi viene da dire se non sia più “pratico” avere la glicemia appena più elevata dopo 2 ore (intorno ai 180-220 mg/dl) piuttosto che essere perennemente costretto a fare uno snack per evitare che la glicemia si abbassi dopo le 4 ore dal pasto. E’ una mia sensazione. Cordialmente. PS. Non uso la Lantus quindi non ci sono motivi secondari.

Il 16 Marzo 2006 Gaetano M. scrive:
Ho una figlia di anni 22 che dal 21 dicembre 2005, dopo la diagnosi di diabete 1, è in terapia insulinica ultrarapid.
Mattina 3 U-pranzo 4U-cena 4U
I valori glicemici postprandiali variano fra 85 e 145 di media con saltuarie punte di 170 (poche volte quando è un po’ stressata).
Sono valori buoni? Quale è il range postprandiale giusto per una persona affetta da diabete 1?

Risponde il dr. Paolo Ciampalini, diabetologo:
I parametri di riferimento suggeriti dall’American Diabetes Association per il buon controllo di un soggetto adulto con diabete tipo 1 sono i seguenti:
- emoglobina glicata <7% (valori normali 4-6%)
- glicemia capillare a digiuno tra 90 e 130 mg/dl
- glicemia capillare post-prandiale inferiore a 180 mg/dl (rilevazione max 2 ore dall’inizio del pasto)
L’uso di insulina rapida, se non viene praticata almeno 20 minuti circa prima del pasto, può portare nei soggetti adulti, che in genere sono rapidi nel mangiare, a picchi post-prandiali leggermente più alti di quanto suggerito dalle linee guida, con un successivo abbassamento nelle ore più tardive. Tale problema viene generalmente risolto utilizzando analoghi ad azione più rapida, che coprono meglio la fase post-prandiale riducendo la presenza di ipoglicemie tardive.
L’uso degli snack viene generalmente incoraggiato, dato che si possono avere oscillazioni della glicemia indipendentemente dalla sola dose di insulina (è importante ad esempio la quota di movimento fisico), e pertanto, pur non essendo in assoluto “obbligatori”, permettono generalmente di raggiungere un miglior equilibrio delle glicemie durante la giornata.


Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 7 Aprile 2006 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2006/e2_02540.html