Diabete tipo 2 e “luna di miele”

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


L’8 Marzo 2006 Rosario B. scrive:
Sono incappato in questo sito in preda ad un dubbio. Sono un ragazzo di 26 anni con diabete di tipo 2 diagnosticato da 5 mesi (scoperto abbastanza repentinamente, nel giro di non più di 2 mesi dall’insorgenza). Prendo 3 compresse di metformina da 500 al giorno e non uso insulina o altri farmaci. Con questa terapia e la dieta ho sempre mantenuto il livello glicemico tra 84 e 110 salendo raramente sopra i 100. Da circa un mese, pur non avendo cambiato la mia alimentazione o l’attività fisica (quasi completamente assente:sono uno studente universitario e faccio una vita abbastanza sedentaria), mi sono accorto di avere valori che arrivano a rasentare 70 prima dei pasti e a volte non superano i 90 dopo i pasti.Ho letto che viene consigliato di mantenere la glicemia sopra gli 80 (per evitare rischi di ipoglicemie) e quindi ho pensato a questa situazione come qualcosa di non proprio positivo.Nonostante a volte ho mangiato qualcosina in più per fare delle prove (110 grammi di pane al posto di 80 o cose del genere) la mia glicemia non è salita sopra i 100. Non avendo ben chiari i meccanismi della luna di miele, dell’inizio della dipendenza da insulina e di come si può evolvere il mio diabete mi chiedo se questo possa essere sintomo di una qualche evoluzione della malattia o se semplicemente mi preoccupo inutilmente e devo mangiare qualcosa in più.

Risponde il dr. Paolo Ciampalini, diabetologo:
Probabilmente deve chiedere un colloquio chiarificatore con il suo diabetologo, per approfondire meglio la sua patologia, in quanto confonde i concetti di diabete tipo 2 e tipo 1.
Nel caso di diabete tipo 2, infatti non esistono la luna di miele e la necessità di diventare dipendenti dall’insulina, specie se un soggetto segue con attenzione regole dietetiche e di stile di vita.
Ben diverso è il discorso se il suo è un diabete tipo 1 che è stato inizialmente trattato con metformina, probabilmente perchè ha ancora una buona riserva pancreatica. In questo caso il periodo di trattamento dei farmaci per os è comunque generalmente breve (può arrivare a svariati mesi), è indipendente dall’attenta osservazione della dieta ed il passaggio alla terapia insulinica è comunque inevitabile.
La miglior cosa da fare è quella di monitorare la riserva pancreatica (peptide c), gli autoanticorpi diretti contro le beta cellule pancreatiche (GAD, IA2), e l’andamento del peso corporeo, in quanto l’andamento della glicemia in questa fase non ha alcun valore predittivo sulla futura evoluzione del suo diabete.


Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 20 Marzo 2006 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2006/e2_02524.html