Domande sulla terapia insulinica e i carboidati
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
L’8 Febbraio 2006 Davide R. scrive:
Mi chiamo Davide, ho 32 anni e sono diabetico dal 2004.
Premetto che la glicata in questi 2 anni ha avuto un andamento tra 5,9 e 6,6.
Dall’ultimo controllo questa risulta di 6.
Mi sono fatto uno schema che prevede quantità differenti di insulina ultrarapida a seconda dell’attività fisica prima e/o dopo il pasto.
Le variazioni sono di 1 o 2 unità.
Tengo fissa la quantità di carboidrati assunti ad ogni pasto.
Lantus alla sera costante di 24 U.
Le chiedo:
- è possibile che nell’arco della giornata il fabbisogno di insulina cambi?(al mattino mi bastano 3 U contro 60 gr di carboidrati, a pranzo 16 U contro 150 gr di carboidrati)
- l’assunzione di un maggior quantitativo di grassi rallenta l’assimilazione dei carboidrati? E quindi può dar luogo ad ipo seguite da iper?
- quando mangio di più (sempre ferma restando la quantità di carboidrati) è corretto spezzare l’ultrarapida? (80% subito, 20% ad un’ora dal pranzo)Risponde il prof. Marco Songini, diabetologo:
Le rispondo con ordine:
1) le variazioni da lei descritte nel rapporto insulina/carboidrati tra mattina e pomeriggio sono di comune osservazione e sono gestibili variando le dosi di insulina rapida o regolare
2) i grassi ritardano sicuramente l’assorbimento dei carboidrtati e quindi possono verificarsi ipo seguite eventualmente da iper che comunque sono secondarie ad una esagerata assunzione di carboidrati per correggere l’ipo
3) certo perché cosi facendo realizza una maggiore attività dell’insulina che va a coprire meglio il prolungato assorbimento della maggiore quantità di carboidrati ingerita, è quanto si realizza oggi con le varie ‘onde’ dei microinfusori p.e. nella gestione dell’assunzione di pizza.
Complimenti per la sua A1c
Data ultimo aggiornamento: Sabato, 18 Febbraio 2006 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2006/e2_02491.html