Da circa due anni soffro di cisti inguinale recidiva

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 13 Gennaio 2006 Silvia B. scrive:
Ho il diabete mellito da otto anni. Da circa due anni soffro di cisti inguinale recidiva. Ho praticato già quattro incisioni, sempre sulla stessa cicatrice con contestuale estrazione della radice. Mentre prima riuscivo ad evitare l’operazione (l’ultima giorno9/12) con l’uso mensile di antibiotici, adesso nel giro di tre giorni la cisti raggiunge dimensioni tali che non mi permettono nemmeno di camminare (visto la zona), unita a febbre e valori glicemici sopra i 200. Il chirurgo mi ha detto che è tutto dovuto alla patologia e devo rassegnarmi. Il diabetologo che mi segue non sa né quale cura darmi né quale sia la causa. Non so se sia pertinente ma la cisti mi spunta quasi ogni mese 10 o 15 giorni prima del ciclo mestruale. Spesso con la fine del ciclo si riassorbe da sola, ma ultimamente non più. Vorrei sapere cosa fare, se effettivamente è la patologia che mi porta ad essere soggetta a queste cisti, anche perché non penso potrò continuare ad avere tutte queste cicatrici sovrapposte in eterno. Inoltre se mi può indicare a quale medico rivolgermi nel senso del diabetologo o dermatologo o chirurgo.

Risponde il dr. Andrea Scaramuzza, pediatra diabetologo:
Non mi fornisce molti dati, ma cercherò di darle una risposta sensata.
La diagnosi di cisti è stata fatta ecograficamente? O si tratta di un linfonodo che si infiamma per qualche motivo? La sede è l’inguine o si tratta di una ghiandola di Bartolino?
Se riuscisse a darmi qualche elemento in più potrei essere un po’ più preciso.
Comunque, per quanto ho capito io potrebbe trattarsi dell’infiammazione di una ghiandola di Bartolino con conseguente incistazione. La ragione di questa infiammazione potrebbe proprio essere conseguente a valori glicemici elevati, che possono favorire lo sviluppo di una flora microbica parassita.
Sicuramente la terapia più indicata, oltre all’asportazione chirurgica, è quella antibiotica; potrebbe però essere necessario effettuare un antibiogramma per identificare l’antibiotico più opportuno per debellare il germe che causa l’infezione.
Gli specialisti che più le posono essere d’aiuto sono il chirurgo o in alternativa il ginecologo.
Se invece dell’infezione di una ghiandola di Bartolino, si tratta dell’infezione di un linfonodo inguinale, la terapia è grosso modo la stessa, ma le cause potrebbero essere molte; il periodo mestruale e il controllo glicemico non del tutto buono rappresentano solo delle concause che facilitano la comparsa dell’infezione.


Data ultimo aggiornamento: Martedì, 14 Febbraio 2006 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2006/e2_02487.html