Una certa insensibiltà alle dita del piede

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 31 Gennaio 2006 Milena P. scrive:
Da un paio d’anni sento una certa insensibiltà alle dita del piede destro, inoltre ho dei duroni che aumentano con il passare del tempo e che si sono fornati nella pianta del piede e delle chiazze rosse tra le dita. Mi hanno diagnosticato una neuropatia diabetica di base già una decina d’anni fa, ma non ho mai curato e non so nemmeno se sia possibile fare delle cure. Mi spieghi se il problema dei piedi è dovuto a neuropatia o che altro.

Risponde il dr. Fabio Baccetti, diabetologo:
La domanda che mi pone necessita di una risposta per punti. Se le hanno già diagnostica la presenza della Neuropatia Diabetica vuol dire che lei ha un danno ai nervi del suo corpo dovuto all’iperglicemia cronica tipica del Diabete Mellito. Unico modo per evitare che tale danno evolva e che casomai (ma in casi rari) regredisca è il mantenimento per lungo tempo del buon controllo metabolico e cioè emoglobina glicata costantemente inferiore al 7%; ci sono poi evidenze in letteratura ma ancora da confermare circa l’uso di antiossidanti come l’Acido Lipoico (800 mg al giorno in forma retard) e Vitamina E (almeno 1200 UI) al giorno che difenderebbero la fibra nervosa dall’attacco dell’iperglicemia. Queste sono comunque terapie da assumersi in cronico e che sono complementari al buon controllo metabolico. Riguardo all’insensibilità delle dita del piede destro questi sintomi potrebbero essere dovuti alla presenza della Neuropatia Diabetica però una certa cautela si impone dato che di solito i sintomi della neuropatia diabetica sono bilaterali, cioè interessano tutti e due gli arti e cominciano dalle estremità per diffondersi poi prossimamente con la distribuzione tipica detta a calzino. Mi pare perciò più probabile, con tutte le dovute cautele del caso, che tale sintomatologia vada imputata ad una patologia della radice nervosa come una compressione a livello della sua uscita dalla colonna vertebrale (da ernia del disco per esempio) o da altre cause. La presenza di quelli che lei chiama “duroni”, il cui termine medico è ipercheratosi, non è altro che la risposta della cute alla presenza di zone della pianta del piede sottoposte a maggiore pressione. Queste zone si formano nel piede di qualunque persona in cui si hanno modificazioni della struttura anatomica o che hanno particolari conformazioni dalla nascita come il piede cavo; in pratica il peso del corpo durante la stazione eretta ed il passo si scarica solo in queste zone. Nel paziente diabetico l’ipercheratosi si sviluppa anche a causa della presenza della Neuropatia che cambia l’architettura del piede agendo sui gruppi muscolari anteriori che diventano meno efficienti nel rallentare la caduta del piede durante il passo quindi il piede “sbatte” con maggiore forza a terra e quindi maggiore pressione. In ogni caso qualunque sia la causa dell’ipercheratosi questa va rimossa periodicamente con la pietra pomice che va usata direi giornalmente (non usare MAI LAMETTE O CALLIFUGHI) in quanto nel paziente diabetico neuropatico e quindi con minore sensibilità queste zone possono essere loci di formazione dell’ulcere del piede. Inoltre è opportuno usare plantari su calco con scarpe apposite che ridistribuiscano la pressione del corpo su tutto il piede. Le “chiazze rosse” che ci dice avere negli spazi interdigitali non sono altro che zone di cute macerate cioè zone dove vi è un’eccessiva sudorazione cutanea anche essa spesso provocata dalla presenza della Neuropatia Diabetica. In queste zone facilmente può insorgere infezione da parte di miceti come la candida o altri e dare bruciore e prurito. Se presente infezione è necessario assumere terapia antimicotica sistemica (per bocca) e usare a livello locali polveri medicate con antimicotico. In ogni caso anche se non presente l’infezione micotica queste zone vanno trattate accuratamente perché possono essere la porta di entrata per batteri con la conseguente formazione di ulcere ed infezioni del piede. Il lavaggio dei piedi quotidianamente con sapone acido (lavaggio NON PEDILUVIO) è l’azione principale da intraprendere seguita poi da un’accurata asciugatura con un asciugamano morbido, e dall’applicazione di una polvere astringente come ad esempio quelle che si usano nei neonati quando hanno la cute dei glutei macerata dal pannolino. Utile anche apporre negli spazi interdigitali dei separatori in garza o cotone. E’ importante anche usare calze in fibra naturale, senza cuciture (potrebbero creare zone di attrito e quindi la comparsa di lesioni), da cambiarsi almeno 1 volta al giorno se la sudorazione è eccessiva. Inoltre il piede in toto va ispezionato tutti i giorni alla ricerca di lesioni o di zone di possibile attrito con la calzatura e con l’uso di uno specchietto per le zone della pianta che non si vedono. Anche le scarpe vanno esplorate tutti i giorni con le mani all’interno alla ricerca di eventuali corpi estranei presenti al suo interno o di zone che potrebbero creare attrito con il piede. Infine se la cute del piede è secca, è necessario applicare anche più volte al giorno crema idratante sulla cute evitando naturalmente le zone dove invece è presente macerazione.


Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 9 Febbraio 2006 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2006/e2_02486.html