Trapianto di pancreas da padre a figlio

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 3 Febbraio 2006 Roberto R. scrive:
È possibile il trapianto di pancreas da padre a figlio, il primo affetto da tiroidite autoimmune, il secondo da diabete di tipo I su base autoimmune?
È possibile il trapianto di pancreas in un soggetto affetto da diabete di tipo 1 su base autoimmune, cioè gli autoanticorpi non dovrebbero distruggere anche le isole trapiantate?

Risponde il dr. Federico Bertuzzi, esperto in isolamento e trapianto delle isole pancreatiche:
In Giappone, per la scarsità dei donatori cadaveri d’organo, è stato eseguito un paio di anni fa con successo il primo trapianto di isole da padre a figlio, dopo pancreasectomia parziale del padre (in altre parole il padre ha donato al figlio una parte del suo pancreas). Questo intervento ha il vantaggio di poter trapiantare isole di ottima qualità (perchè ottenute da un donatore vivente), ma ha diversi svantaggi:
-sottopone il padre ad un intervento importante con I rischi chirurgici che ne conseguono
-sottopone il padre al rischio che con il tempo possa sviluppare lui stesso un diabete mellito secondario
-non può essere ripetuto
Inoltre anche nel caso di donazione di organo tra parenti va sempre fatta una terapia immunosoppressiva.
Per cui tutto considerato se c’è la indicazione per un trapianto di isole sarebbe meglio ottenere il pancreas da donatore cadavere, come si sta facendo in Italia, piuttosto che prendere una parte dell’organo di un familiare.

In caso di trapianto di pancreas in toto da donatore cadavere multiorgano è sempre necessaria la terapia immunosoppressiva che eviti sia il rigetto ma anche la riattivazione dell’autoimmunità (autoanticorpi ma soprattutto linfociti T) verso lo stesso organo trapiantato.


Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 9 Febbraio 2006 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2006/e2_02482.html