Stress e iperglicemia in persona sana

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 12 Gennaio 2006 Maurizio S. scrive:
Volevo sapere se è provata una connessione tra stress e glicemia.
Mi spiego: l’anno scorso, ad inizio anno, sono diventato papà, bellissimo ma particolarmente stressante per vari mesi in cui avrò dormito mediamente cinque ore a notte. In questo periodo mi sono sottoposto agli esami di routine e ho riscontrato un valore della glicemia pari a 115. Mi sono poi sottoposto alla curva di carico e i valori sono stati : 101(a digiuno) - 179 - 146 - 128 - 129 . Sono stato attento al regime alimentare, aumentando anche l’attività fisica. Però, nello stesso momento, è migliorata la situazione notturna. Ho rifatto le analisi dopo 4 mesi e il valore della glicemia è scesa a 82. Tra pochi giorni mi sottoporrò ad un altro controllo. Quelle 2 glicemie superiori a 100 cosa significano ? Ricordo che una decina di anni fa un valore di 110, poi ritorno alla normalità, era anche un altro periodo di stress. Ho 40 anni, sono alto 1,79 e peso 67 kg, non ho parenti che hanno problemi di diabete.
Posso stare tranquillo o devo stare sempre in allarme?

Risponde il dr. Francesco Paolo Volpe, diabetologo:
Lo stress può comportare, attraverso meccanismi neuro-endocrini, l’attivazione degli ormoni surrenali, adrenalina e glicocorticoidi, con conseguente transitoria alterazione della glicemia. Le glicemie a digiuno da lei riferite sono definite, secondo i correnti criteri di classificazione, IFG (dall’acronimo inglese impaired fasting glucose), mentre la curva glicemica da carico è del tutto nella norma. Orbene, poiché non è in sovrappeso, né ha familiari diabetici, basta un controllo glicemico annuale e, se la glicemia a digiuno risulta sempre inferiore ai 110 mg/dl, non c’è problema.

Nota del prof. Marco Songini, diabetologo:
Consiglio comunque di effettuare un dosaggio di GADA ed insulinemia basale.


Data ultimo aggiornamento: Martedì, 24 Gennaio 2006 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2006/e2_02466.html