Nonostante antidiabetici ed esercizio i valori non sono normali
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 15 Novembre 2005 Antonio R. scrive:
Ho 53 anni e da circa due ho scoperto di avere il diabete mellito tipo 2. All’inizio facevo solo dieta ed attività fisica ed andava tutto bene, poi dopo circa 6 mesi i valori della glicemia si sono alzati ed il mio diabetologo curante mi ha prescritto 1 cpr. di Glibomet a tutti i pasti. Anche qui all’inizio andava non bene ma benissimo, infatti quando la misuravo si presentava con valori dai 70 ai 110, ma successivamente ho riscontrato un valore notturno (intorno alle 2 - 3 di notte) un po troppo alto ed allora il mio diabetologo mi ha prescritto, oltre alle Glibomet, anche una cpr. di glucophage intorno alle ore 23, cioè prima di andare a dormire. Anche con l’assunzione del Glucophage i valori non sono del tutto normali (160 - 190). Cosa posso fare? Le faccio presente che svolgo una regolare attività fisica ed una dieta di circa 1900 Kcal, unico inconveniente è il vizio del fumo (circa 25 al giorno).Risponde il dr. Patrizio Tatti, diabetologo:
Il punto critico è fare una diagnosi corretta del tipo di diabete (tipo 1 o 2, LADA, diabete secondario?).
È frequente che nel diabete tipo 2 nel corso degli anni si debba aumentare la dose del farmaco come sta accadendo a lei, ma in questo caso pare che la evoluzione sia un po’ troppo veloce.
In teoria sarebbe quindi utile usare della insulina intermedia alle 23:00 od una dose di insulina glargine, ma è una decisione da prendere con ben altre informazioni, come la storia di diabete in famiglia, il suo peso e la sua altezza, la evoluzione del suo peso nel tempo.
Potrebbe essere anche utile dosare gli anticorpi anti Insula, e gli anti GAD e fare un test di riserva insulinica con stimolo di glucagone, in particolare se lei è magro.
In conclusione con gli scarsi dati disponibili non è possibile dare alcun giudizio serio.
Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 2 Dicembre 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02446.html