Tagliare il tendine per trapianto di pelle su ulcera
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 17 Novembre 2005 Joel J. scrive:
Mio padre (da diversi anni in dialisi e diabetico) è ricoverato da circa 2 mesi per la cura di due ulcere alla gamba sinistra. Ultimamente l’ulcera sta guarendo tramite un trattamento di aspirazione (con vacum) ma purtroppo il tendine del piede è rimasto scoperto (i medici hanno aspettato per vedere se si ricopriva). Ora hanno detto che bisognerà tagliare il tendine per poter poi ricoprire interamente l’ulcera con un trapianto di pelle. Questo avrà conseguenze sulla sua mobilità. Fino a prima dell’inizio del trattamento mio padre riusciva a camminare anche se con difficoltà (con aiuto di stampelle). La nostra preoccupazione è che dopo tale intervento nostro padre sarà costretto alla sedie a rotelle.
Anche se non è esattamente il vostro campo vi saremmo estremamente grati se ci date delle informazioni o dei consigli in merito onde evitare di tagliare il tendine.Risponde il dr. Fabio Baccetti, diabetologo:
Per prima cosa forse sarebbe stato meglio che mi avesse indicato la precisa localizzazione delle ulcere e quindi il tendine interessato; ipotizzo quindi che il tendine interessato sia l’achilleo. Tutto ciò che hanno fatto i colleghi fino ad adesso va bene ed anzi il trapianto di cute autologo o da cadavere è un ottimo sistema per la guarigione di ulcere molto estese; altra ottima alternativa è il prelievo di cute del paziente da coltivare in laboratorio in modo da avere poi degli strati di cheratinociti su acido ialuronico da mettere sopra l’ulcera come una qualunque medicazione avanzata. Tutti questi interventi però hanno come condizione indispensabile per la riuscita la sterilità del luogo di impianto: al momento dell’apposizione del trapianto se l’ulcera è infetta molto probabilmente, anzi sicuramente si andrà incontro ad un fallimento. Perciò ipotizzo che i colleghi abbiano riscontrato l’infezione del tendine “scoperto” e abbiamo perciò espresso l’indicazione all’asportazione dello stesso. Questo perché i tendini sono tessuti avascolarizzati dove cioè non vi sono vasi sanguigni e di conseguenza arriva pochissimo ossigeno e nutrienti; perciò anche la migliore terapia antibiotica sistemica non ha effetto perché il farmaco non vi arriva. Capisce come per i batteri il tendine sia un ottimo terreno di coltura dove niente può disturbarli. Ora, sempre ipotizzando che si tratti del Tendine di Achille, in effetti la sua avulsione completa comporta gravi difficoltà alla deambulazione; se invece si tratta di altro tendine in quel caso va valutata la situazione caso per caso, tendine per tendine.
Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 1 Dicembre 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02444.html