Sono più di due mesi che non faccio insulina
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 13 Novembre 2005 Gennaro R. scrive:
Sono un ragazzo di 21 anni a cui è stato riscontrato in luglio diabete mellito di tipo 1 insulinodipendente. La mia fortuna è quella di aver trovato sin dall’inizio un medico diabetologo secondo me molto preparato che mi ha aiutato anche molto sul piano pscicologico facendomi superare brevemente i miei momenti di sconforto. Sin dal primo giorno abbiamo iniziato con la terapia insulinica (inizialmente avevo valori non superiori a 300) ma con il tempo siamo andati sempre calando con le somministrazioni inquanto il mio organismo rispondeva bene e riuscivamo a controllare bene i valori glicemici, in agosto poi ho effettuato il testa al glucagone ottenendo come risposta una discreta secrezione insulinica. Al termine delle vacanze estive e visti i notevoli miglioramenti riscontrati il mio diabetologo ha ritenuto opportuno ridurre ulteriormente le somministrazioni di insulina fino a quando dal 6 settembre l’abbiamo completamente sospesa. Ad oggi quindi sono più di due mesi che non faccio insulina e i miei valori glicemici sono sempre buoni. (mattino <120 - prima di pranzo <100 - 2 ore dopo pranzo <150 - prima di cena <100 - 2 ore dopo cena < 130). Attualmente seguo un regime alimentare di 1800/1900 calorie abbinando delle belle passeggiate o dell’attività fisica. Eseguo (sempre sotto consiglio del mio diabetologo) ogni 2 mesi le analisi del sange e l’emoglobina glicosilata ottenendo sempre valori più che nella norma con un’emoglobina di 5,9%. Lui mi dice che è il cosiddetto periodo di “luna di miele” ma che comunque aiutandomi con l’alimentazione corretta (seguo alla lettera il regime alimentare) e con l’attività fisica potrò protrarre nel tempo questa fase.
Ora vi chiedo se è possibile che magari avendo preso abbastanza prontamente il problema i danni a livello pancreatico possano essere stati limitati, quindi c’è qualche possibilità di continuare a restare in questa situazione senza dover ritornare a fare insulina?Risponde il dr. Valentino Cherubini, pediatra diabetologo:
L’aiuto di un buon diabetologo è la cosa più importante di cui hai bisogno. Mi fa piacere che tu abbia trovato una persona veramente preparata.
La “luna di miele”, meglio chiamarla “fase di remissione parziale” si manifesta esattamente nel modo in cui la descrivi. È una fase temporanea e la sua durata è molto variabile da individuo a individuo. Ci tengo a sottolineare che la necessità di fare insulina, a dosi variabili, “non costituisce un peggioramento”, ma fa parte della storia naturale del diabete di tipo 1.
In questo periodo sarà ancora più importante mirare ad un controllo metabolico molto stretto. Infatti così facendo hai la possibilità di conservare più a lungo le cellule beta residue. È noto che “l’ambiente iperglicemico” contribuisce direttamente alla distruzione delle cellule beta.
Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 1 Dicembre 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02443.html