Aspartame e Stevia
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 16 Novembre 2005 Tiziana scrive:
Ho letto recentemente che l’aspartame è un edulcorante insicuro e che la FDA (Food and Drug Administration) ha stabilito che è collegato con l’insorgenza di tumori al cervello, oltre che ha una comprovata neurotossicità ed è la causa di "92 sintomi" allarmanti, come cecità,problemi neurologici (parkinson, alzhaimer) e vascolari, paralisi.
Come alternativa mi hanno parlato della stevia che è una piccola erbacea arbustiva perenne della famiglia dei crisantemi, nativa delle montagne fra Paraguay e Brasilee che ha una straordinaria capacità dolcificante: nella sua forma naturale è circa 10/15 volte più dolce del normale zucchero da tavola.
Nella sua forma più comune di polvere bianca, estratta dalle foglie della pianta, arriva ad essere dalle 70 alle 400 volte più dolce dello zucchero, pertanto è il dolcificante naturale più potente. Visto che sembra venga utilizzato in alcuni paesi come il Giappone dalla coca cola, come mai non viene utilizzato da noi? Oltre a tutte le complicanze che provoca il diabete e tutte le problematiche che crea alla vita di tutti i giorni, lavorativa compresa devo anche mettere in conto anche quella?Risponde Guido Seu, webmaster di Progetto Diabete:
Mi risulta che la FDA non abbia mai scritto quanto riferito riguardo l’aspartame. Anzi, le riporto una breve nota emessa dalla FDA stessa (http://www.cfsan.fda.gov/~dms/qa-adf9.html):
“Da un riesame degli studi scientifici, nel 1981 la FDA ha determinato che l’aspartame è sicuro per l’utilizzo alimentare. Nel 1987, il General Accounting Office ha indagato sul processo di approvazione dell’aspartame da parte della FDA e ha confermato che l’agenzia ha agito propriamente. Comunque, la FDA ha continuato a riesaminare le lamentele su asserite reazioni avverse a prodotti contenenti aspartame. Ad oggi, la FDA non ha rilevato nessuna sequenza di sintomi attribuibili all’uso dell’aspartame, né è al corrente di recenti studi che indichino chiari problemi di sicurezza.
Studi clinici accuratamente controllati mostrano che l’aspartame non è allergenico. Comunque, alcune persone con la malattia genetica fenilchetonuria (PKU) e le donne gravide con iperfenilalanina (Alti livelli di fenilalanina nel sangue) possono avere problemi con l’aspartamme in quanto non metabolizzano efficacemente l’aminoacido fenilalanina, uno dei componenti dell’aspartame. Alti livelli di questo aminoacido possono causare danno cerebrale. Di conseguenza la FDA ha stabilito che tutti i prodotti contenenti aspartame devono riportare un’avvertenza per le persone con PKU che il dolcificante contiene fenilalanina.”
Un ulteriore risposta ad una domanda sull’aspartame da parte della FDA al link Aspartame Docket # 02P-0317
Per quanto riguarda la Stevia, so che non è stata autorizzata per la vendita nei paesi della Comunità Europea.
Riporto a tal proposito una risposta ad una interpellanza al parlamento della CE:
“Le piante e le foglie secche di Stevia rebaudiana sono state oggetto di una domanda ai sensi del regolamento (CEE) n. 258/97 del Parlamento e del Consiglio del 27 gennaio 1997 sui nuovi prodotti e i nuovi ingredienti alimentari(1). A seguito di questo, finora il prodotto non è stato utilizzato in maniera significativa per uso umano nella Comunità.
Nel suo parere il comitato scientifico dell’alimentazione ha sottolineato il fatto che non si disponeva di informazioni soddisfacenti sulle caratteristiche del prodotto e che non vi erano inoltre dati sufficienti relativi alle caratteristiche tossicologiche per giungere alla conclusione che il prodotto potrebbe essere considerato sicuro per l’alimentazione umana.
Stando così le cose non c’è alternativa alla respinta della richiesta. Il comitato permanente ha approvato all’unanimità la decisione della Commissione.” In un recente documento dell’OMS (Joint FAO/WHO Expert Committee on Food Additives (2004 : Geneva, Switzerland)- Evaluation of certain food additives : sixty-third report of the Joint FAO/WHO Expert Committee on Food Additives. WHO technical report series ; 928) si è ulteriormente approfondito l’uso di questo estratto vegetale dichiarando che
“Il comitato ha notato che la maggior parte dei dati chiesti nel corso della 51a riunione, per esempio i dati sul metabolismo dello stevioside in esseri umani e sull’attività dello steviol in studi sulla genotossicità in vivo, erano stati resi disponibili. Il comitato ha concluso che lo stevioside ed il rebaudioside A non sono genotossici in vitro o in vivo e che la genotossicità dello steviol e di alcuni dei suoi derivati ossidativi in vitro non è espressa in vivo ...
Il comitato ha notato che lo stevioside ha indicato una certa evidenza di effetti farmacologici in pazienti con ipertensione o con il diabete tipo-2 ... Le evidenze attualmente disponibili sono risultate inadeguate a valutare se questi effetti farmacologici si presentino anche a più bassi livelli di esposizione dietetica, in grado di condurre a effetti avversi in alcuni individui (per esempio quelli con ipotensione o diabete).
Il comitato quindi ha deciso di assegnare un intake giornaliero accettabile (ADI) provvisorio, in attesa di ulteriori dati sugli effetti farmacologici sugli esseri umani. ... Il comitato ha inoltre notato che questo ADI provvisorio si applica soltanto ai prodotti che aderiscono alle specifiche. Il comitato ha richiesto informazioni supplementari, da fornire entro il 2007, sugli effetti farmacologici di steviol sugli esseri umani...” (Ndr: “...” sta per omissis)
Questi sforzi dimostrano quindi che non esiste una preclusione all’utilizzo commerciale dei prodotti della stevia, ma se ne vuole invece garantire la sicurezza, come del resto avviene per ogni altro additivo alimentare, prima della sua immissione definitiva sul mercato.
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 30 Novembre 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02441.html