Terapie e interventi per ulcera che stenta a richiudersi

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 13 Novembre 2005 Enzo G. scrive:
Mia madre di 80 anni ha un diabete mellito2 con terapia insulinica.
Ha una profonda ulcera sopra il piede destro.
Al momento la sua ulcera è seguita da un chirurgo-angiologo ed è medicata giornalmente da un infermiere.
L’ulcera stenta a richiudersi, esistono delle terapie e/od inteventi che possono accelerare il richiudersi di questa ulcera? ovviamente controllando il diabete.

Risponde il dr. Fabio Baccetti, diabetologo:
Per prima cosa si deve accertare lo stato vascolare del piede e cioè se vi è un buon afflusso di sangue arterioso mediante un’ecocolor doppler oppure se Angio Tc o AngioRMN o se le condizioni lo permettono un’Arteriografia. Se questi accertamenti evidenziano la presenza di occlusione o stenosi dei vasi arteriosi e se è possibile eseguire interventi di rivascolarizzazione mediante angioplastica o by-pass questi, valutati i rischi-benefici di tali procedure, andrebbero eseguiti perché in una situazione di ischemia l’ulcera non guarirà mai nonostante le migliori cure locali ad essa applicate. In caso poi di accertata ischemia arteriosa oltre al buon controllo metabolico è indispensabile anche il trattamento aggressivo degli altri fattori di rischio eventualmente presenti come l’iperlipidemia, l’ipertensione arteriosa, il fumo. In questi casi è fondamentale anche terapia antiaggregante piastrinica o anticoagulante per rendere più fluido il sangue e quindi per facilitare ulteriormente l’arrivo di ossigeno e nutrienti alla lesione. Inoltre se è presente infezione, accertata mediante coltura di tessuto prelevato dalla ferita, è necessaria terapia antibiotica sistemica e non locale, che vorrei ribadire per l’ennesima volta NON SERVE A NULLA ed anzi aumenta il rischio di sensibilizzazioni al farmaco e della creazione di resistenza batterica all’antibiotico. Riguardo poi alle medicazioni da applicare localmente ormai ne esistono tantissime, le più varie possibili, ma ognuna con una precisa indicazione. Ma sono certo che il collega angiologo ha scelto la più adatta alla situazione della sua mamma. Importantissimo poi per la guarigione della lesione lo scarico dalla pressione: non si devono indossare calzature che provochino attrito sulla lesione, ne esistono infatti alcune apposite per contenere piede e medicazioni e se lo sono si cammina meglio. Bisogna fare anche attenzione all’uso di calze o calzini troppo stretti che provochino loro stessi ischemia locale.


Data ultimo aggiornamento: Sabato, 26 Novembre 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02436.html