Fimosi con piccole ferite
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 10 Novembre 2005 Mario C. scrive:
Ho un problema di fimosi con delle piccole ferite, la causa è dovuta alla glicemia alta? Sto curando con della pomata (fitostimoline) i primi sintomi le ho riscontrate con la glicemia a 350. Per la cura del diabete faccio uso di 2 pastiglie al giorno ore 08.00 sera ore 20.00 (metforal 850 mg.) C’è una cura specifica? ps. di mestiere faccio autotrenista.Risponde il dr. Fabio Baccetti, diabetologo:
La fimosi che lei presenta e cioè un restringimento del prepuzio (la pelle che ricopre il glande che è a sua volta la parte finale del pene) tale da non permettere più la completa apertura dello stesso e quindi la completa scopertura del glande, è una conseguenza indiretta dell’iperglicemia. L’iperglicemia di per sé facilita la comparsa di infezioni batteriche e/o micotiche del solco balano-prepuziale (quella specie di piega che divide il glande dal resto dell’asta del pene) che se non curate e quindi cronicizzate nel tempo comportano la formazione della fimosi. Fra l’altro la fimosi di per sé facilita il ristagno di smegma (la secrezione del glande) e quindi una scarsa igiene della parte che predispone ulteriormente all’infezione. La fimosi perciò va trattata e di solito l’unica terapia risolutiva è quella chirurgica, la circoncisione. Le piccole ferite che dice di avere probabilmente sono o conseguenza dell’infezione oppure segnalano la presenza di un lichen, malattia della cute, che si manifesta a livello del prepuzio proprio quando ci sono infezioni mal curate e che durano da tempo. Il lichen fra l’altro richiede per guarire terapia corticosteroidea topica (locale mediante pomate) e sistemica e se non trattato è causa anche esso di fimosi.
Riguardo al suo controllo metabolico non esiste una terapia specifica: il concetto fondamentale per ogni paziente diabetico è che per evitare la comparsa delle complicanze acute o croniche del Diabete Mellito si deve raggiungere e mantenere nel tempo un buon controllo metabolico cioè emoglobina glicosilata inferiore al 7%, Glicemia a digiuno inferiore a 140 mg/dl ed in post prandiale inferiore a 180 mg/dl (e secondo le nuove linee guida internazionali tali valori sono sorpassati e quindi andrebbero presi come riferimento valori ancora più bassi!!) con qualunque mezzo farmacologico, dietetico o fisico esistente. Cioè se nel suo caso sarà necessario aggiungere altri farmaci, ridurre sostanzialmente il suo introito calorico e cominciare a camminare almeno 1 h al giorno qualunque sacrificio che ciò comporterà la ripagherà sicuramente in termini di riduzione del rischio di sviluppo o evoluzione di complicanze eventualmente già presenti.
Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 25 Novembre 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02423.html