Produzione di insulina maggiore del normale e peso corporeo
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 1 Ottobre 2005 Rachele P. R. scrive:
Ho 21 anni e quattro anni fa la mia ginecologa mi ha riscontrato una produzione di insulina in più rispetto al normale, sono stata curata e dopo sei mesi il problema è stato risolto, mi ero rivolta a lei perchè non riuscivo a dimagrire...da un anno a questa parte ho notato che sto aumentando di peso nonostante stia seguendo una dieta, data dal dietologo, e mi è comparsa cellulite che non ho mai avuto prima! All’inizio ho attribuito la causa alla pillola che ho prontamente interrotto, sono passati 4 mesi da che ho smesso di prendere la pillola e la situazione non è migliorata anzi... ho fatto tutte le analisi del sangue e sono perfette compresa la glicemia... potrebbe essersi ripresentata la produzione di insulina in più? e se si che alimentazione dovrei seguireRisponde il dr. Francesco Paolo Volpe, diabetologo:
L’aumentata produzione di insulina è spesso conseguenza dell’aumento della massa globale di tessuto adiposo e non viceversa. Comunque questo possibile circolo vizioso va interrotto con due interventi congiunti, dieta ed esercizio fisico aerobico regolare e costante.
Nel caso della cosiddetta “cellulite”, cioè dell’accentuazione patologica di quel fenomeno fisiologico consistente nella deposizione preferenziale di tessuto adiposo alle cosce e glutei, si aggiunge al quadro una ritenzione di liquido interstiziale nelle medesime sedi. La dieta deve contenere almeno 20 grammi di fibra alimentare, proveniente da frutta e verdura, e prevedere circa 55-60% di carboidrati prevalentemente complessi, 15% di proteine e 25-30% di grassi.
In più è spesso utile studiare lo stato del circolo venoso e linfatico degli arti inferiori, il quale può essere responsabile di una ridotto drenaggio del sottocutaneo, e mettere in atto misure preventive e curative per facilitarlo.
Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 14 Ottobre 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02384.html