Soglia di ipoglicemia: un dubbio che mi trascino da anni
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 19 Settembre 2005 Leonardo Z. scrive:
Desidererei sapere qual è il valore della glicemia al di sotto del quale si è in ipoglicemia. In particolare vorrei sapere se tale valore è lo stesso sia in persone sane, sia in soggetti diabetici insulinodipendenti. Vorrei anche sapere se tale valore coincide con quello minimo della glicemia mattutina a digiuno. Queste domande mi sono sorte poiché da un lato sui referti degli esami di laboratorio leggo che il range di riferimento per la glicemia a digiuno va da 60, valore minimo accettabile, a 110; d’altro lato da alcuni libri, opuscoli e pubblicazioni e anche direttamente dalla bocca di diversi medici diabetologi ho ottenuto risposte varie e oscillanti tra 60 e 80. Preciso che mi interessa sapere il valore glicemico sotto il quale il mio organismo effettivamente entra in stress e subisce un danno; mi riferisco quindi non ad un valore basso e vicino all’ipoglicemia (e quindi col rischio che si abbassi in seguito ulteriormente in un insulinotrattato), ma ad un valore in sè e per sè accettabile (a prescindere da rischio rappresentato dalla sua evoluzione successiva) e, nel momento in cui è stato rilevato, non nocivo per il corpo.
Sono dubbi questi che mi trascino da anni.Risponde il dr. Paolo Ciampalini, diabetologo:
Si parla di ipoglicemia in assoluto tutte le volte che la glicemia scende ad un livello uguale o inferiore a 45 mg/dl. In realtà la definizione dell’ipoglicemia con un numero, specie nel soggetto con diabete tipo 1, è assai riduttiva e si da in genere molta più importanza ai sintomi che non alla misurazione della glicemia.
I vari sintomi e i disturbi possono infatti, in molti casi comparire anche a valori non particolarmente bassi di glicemia e vi sono inoltre importanti differenze con l’età del paziente.
È per tale motivo che i diversi range di glicemia che trova hanno un valore per lo più orientativo e possono differire l’uno dall’altro in modo variabile.
In relazione al suo quesito, la cosa più importante è che lei avverta o meno i sintomi di una glicemia bassa, e quando avverte tali sintomi, li corregga nel modo più opportuno.
Per un ulteriore approfondimento le ricordo la pagina del nostro sito L’ipoglicemia.
Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 29 Settembre 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02375.html