Iperinsulinemia: negli ultimi mesi sono “ingrossata”

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 30 Giugno 2005 Elena N. scrive:
Sono una ragazza di 29 anni. Da circa 6 anni soffro di crisi ipoglicemiche. Il mio medico curante ha per lungo tempo trattato con superficialità la cosa, non volendo approfondirne le cause, fino a quando, dietro mie insistenti pressioni, mi sono sottoposta 1 anno e mezzo fà alla curva da carico per la glicemia e l’insulina , dalla quale è emersa un iperinsulinemia. (Non si sa causata da cosa , visto che sia l’ecografia al pancreas sia l’esame della tiroide sono risultati negativi)
Il diabetologo al quale ho fatto vedere i risultati della curva mi ha parlato del problema dell’eventuale aumento di peso. Io non sono mai stata “magra” (62-64kg per 1m69), ma negli ultimi mesi sono “ingrossata”, soprattutto nella zona addominale e nelle gambe, dove è comparsa cellulite che prima non c’era.
La cosa mi ha un po’ spaventato e ho deciso di rivolgermi ad un centro diabetologico specializzato per trovare le cause del mio problema (non ci sono mai stati casi di diabete nella mia famiglia) e ad un dietologo, ma i tempi di attesa per il centro sono di 5 mesi... Sono disorientata, del mio medico non mi posso fidare, visto i precedenti... Avrei bisogno di consiglio su come procedere e su quello che è meglio fare per evitare problemi maggiori in un futuro... non troppo lontano.

Risponde il dr. Francesco Paolo Volpe, diabetologo:
Le ipoglicemie sono il risultato di uno squilibrio fra i meccanismi messi in atto dall’organismo per fornire il glucosio agli organi “nobili” (in primis l’encefalo che è metabolicamente glucosio-dipendente) ed il consumo periferico del glucosio stesso, favorito dall’insulina nei periodi post-prandiali. Le “crisi” ipoglicemiche sono abbassamenti del glucosio ematico percepiti con sintomi “glicopenici” come la stanchezza estrema, la sonnolenza e il nervosismo, spesso accompagnati da sintomi vegetativi “adrenergici”, innescati dalla reazione del sistema nervoso simpatico, che produce adrenalina per rialzare la glicemia. Tranne relativamente rare cause di patologia endocrina grave, la maggior parte delle ipoglicemie sono reattive e post-prandiali più o meno precoci, e vanno prevenute con un adeguato programma di igiene alimentare e di comportamento: a tal proposito segua i consigli degli esperti, che nelle precedenti risposte i dottori Strollo e Ciampalini hanno fornito su queste pagine a gentili interlocutori.
Nel suo caso, inoltre, sarebbe consigliabile eseguire una curva da carico glicemica ed insulinemica, un profilo diurno di glicemia ed insulinemia a digiuno, 2, 4 e 6 ore dopo un pasto misto di prova ed una valutazione endocrinologica che comprenda dosaggio basale e dopo stimolo dell’ormone GH, e dosaggio dell’ACTH e del cortisolo, per una valutazione iniziale degli ormoni “controregolatori”.


Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 11 Luglio 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02339.html