Far scendere e stabilizzare la glicemia solo con l’alimentazione

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 23 Giugno 2005 Luisa C. scrive:
E’ possibile far scendere e stabilizzare la glicemia solo con l’alimentazione, cioè con una dieta iperproteica e quasi priva di zuccheri? Perchè al mattino a digiuno la glicemia è ugualmente a 135/140 (come è possibile?) per poi scendere alle 11-12 a 115/119?
Eliminando i carboidrati è scesa cmq da 169 a 140, ma non di più.
Se inizio con i farmaci ipoglicemizzanti poi li devo assumere per sempre?

Risponde il prof. Leonardo Pinelli, diabetologo:
Non è certamente semplice risponderle con così pochi dati a disposizione. In linea generale comunque le posso dire che:
1. il controllo della glicemia passa per uno stile di vita migliore; in pratica è necessario mangiare meglio qualitativamente e fare una attività fisica regolare
2. l’attività fisica consiste nel percorrere quotidianamente circa 4 -5 KM a passo svelto: questo corrisponde a circa un’ora di cammino; questo esercizio è preferibile farlo in una unica soluzione, ma può essere anche frazionato.
3. L’alimentazione ideale è un po’ diversa da quella che lei propone. Si tratta di fare 4-5 pasti al giorno così suddivisi:
colazione: Latte o the con pane o fette biscottate integrali, un velo di marmellata di sola frutta, un frutto o un centrifugato di frutta
pranzo: verdura cruda condita con olio extravergine di oliva, un primo piatto di cereali integrali, pane integrale (di farro o kamut), verdura cotta, un secondo preferibilmente a base di pesce; oppure un piatto unico a base di legumi
spuntino: un frutto
cena: verdura cruda condita con olio extravergine di oliva, cereali integrali, verdura cotta, pane integrale (di farro o kamut), un frutto
I risultati non sono immediati; deve avere perseveranza. Dopo qualche tempo, le glicemia migliorano, grazie ad una migliore sensibilità del suo organismo alla sua insulina.


Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 6 Luglio 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02336.html