Sospensione della metformina in diabete tipo 2 complicato da nefropatia acuta

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 3 Giugno 2005 Patrizia C. scrive:
Mia madre (76 anni, diabetica curata prima con Glucophage) ha avuto due mesi fa una grave insufficienza renale acuta. Dopo il ricovero (osp.civile di Pescara) la patologia renale è rientrata completamente ma le hanno proibito il Glucophage e le hanno iniziato a somministrare il Diamicron. Prima in 1 pillola da 40 mattina e sera, poi al centro diabetologico dell’ospedale stesso, glielo hanno diminuito con due pillole insieme la mattina da 30 mg. Nonostante i suoi valori fossero comunque “altini” (160-180). Allora mi sono rivolta al suo medico curante che gradatamente le ha aumentato una pillola da 30 mg. alla sera. Ora nonostante quindi 2 da 30 mg mattina e 1 da 30 mg. la sera e una dieta scrupolosa poichè da tre settimane non mangia neanche più un frutto al giorno (prima solo mele verdi) il suo diabete la mattina a digiuno rimane su valori alti (190-200). Il suo medico dice che non può cambiare il farmaco (anche se lui lo conosce poco e dice che è molto lento nell’effetto) poichè glielo hanno prescritto al centro diabetologico, anche se io gli ho chiesto espressamente di seguirla lui che la conosce di più. Insomma, con valori di questo tenore, cosa rischia mia madre nel caso in cui un giorno dovesse non riuscire a controllarsi (ha sempre appetito) e mangiare un po’ di più? E ancora potete darmi informazioni maggiori su questo farmaco e se è valido? Perchè non può più prendere il glucophage dopo la patologia renale? Scusatemi ma in fondo nessuno ha risposto chiaramente a questi miei dubbi e io che vivo a roma e non a pescara con mamma, cerco di seguirla ma è difficile e vorrei capire meglio cosa le succede.

Risponde il prof. Marco Songini, diabetologo:
In un caso di diabete tipo 2 complicato da nefropatia acuta (ma che probabilmente si accompagnava a una forma cronica) è doverosa la riduzione o sospensione della metformina principio attivo del glucophage e anche della sulfanilurea contenuta nel diamicron. Adesso bisognerebbe valutare bene lo stato vascolare periferico cardiaco e cerebrale di sua madre e non solo la funzione dell’apparato renale (che comunque va meglio definita) e/ma soprattutto il compenso glicometabolico che mi pare certo non ottimale. Penso che una integrazione terapeutica con insulina non potrebbe che esser di beneficio a sua madre con o senza un molto ipotetico aiuto del farmaco orale.


Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 15 Giugno 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02319.html