Sperimentazioni in corso volte a bloccare il processo autoimmune
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 21 Marzo 2005 Adriana B. scrive:
Mio figlio di 3 anni è stato ricoverato a inizio febbraio in ospedale, in quell’occasione è stato rilevato un valore della gliecemia molto alto e, dall’esito degli esami successivi, è stato diagnosticato un diabete mellito di tipo 1. In questo momento non ha sintomi e, con la sola dieta, il valore della glicemia, che controlliamo 2 o 3 volte al giorno, è sempre nella norma, eccetto qualche volta la sera in cui può raggiungere valori di 190. Mi è stato detto che in questo momento probabilmente il suo pancreas funziona ancora al 50% ma che il processo autoimmune in corso gradualmente ridurrà questa funzionalità. Desidererei sapere quali sono le sperimentazioni in corso volte a bloccare il processo auto-immune e se ve ne sono alcune che stanno dando risultati incoraggianti, senza grossi effetti collaterali per la salute del paziente (per es. ho sentito parlare dell’utilizzo degli anticorpi anti-CD3). In caso affermativo, se fosse possibile, vi chiederei un riferimento per mettersi in contatto con questi centri.Risponde la dr.ssa Giusy Coppolino, diabetologa:
Molti sono gli interventi di immuno-modulazioneche si propongono di bloccare o limitare il processo autoimmune verso le beta cellule pancreatiche nei soggetti con diabete di tipo 1 alla diagnosi.
A tal proposito bisogna citare gli studi clinici del gruppo IMDIAB, gruppo di valenza internazionale composto da Medici afferenti a diversi ospedali di Roma, il cui principale scopo è quello di preservare la funzione beta cellulare e quindi il peptide C mediante l’utilizzo di agenti antiossidanti (Vitamina E, Nicotinamide, Vitamina D) capaci di modulare la risposta autoimmunitaria responsabile della distruzione delle cellule beta. Naturalmente tali terapie sono in aggiunta ad un trattamento insulinico intensivo.
Può avere maggiori notizie sui diversi studi di prevenzione e predizione del diabete di tipo 1 in corso mettendosi in contatto con il Prof.Paolo Pozzilli, Ordinario di Endocrinologia e Malattie Metaboliche all’Università Campus Bio-Medico di Roma (www.unicampus.it). Il Prof. Pozzilli è anche Coordinatore e Fondatore del Gruppo IMDIAB.
Sono incorraggianti, anche se da confermare, i dati relativi al trial che ha impiegato l’anticorpo monoclonale anti CD3 nei pazienti con recente diagnosi di diabete di tipo 1, pubblicati dalla rivista NEJM ( N Engl J Med, Vol 346, N0 22, May 30, 2002).
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 25 Maggio 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02293.html