Diabete e gliosi in zona ippocampale
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 15 Marzo 2005 Marta G. scrive:
Ho letto con molto interesse di Emanuela Grasso - Tratto da il Pensiero Scientifico Editore - 8 marzo 2005 comparso nella rassegna stampa di “progetto diabete” in data 14 marzo 2005.
Mia figlia di anni 29, ha una gliosi in zona ippocampale, fa uso di farmaci antiepilettici dalla età di 8 anni e fa uso di insulina dall’età di 10 anni.
La correlazione che può esserci fra le 2 malattie non so se possa o meno dare qualche speranza per il futuro.
Trovo sempre molto interessante consultare il Vs. sito, è una fonte particolarmente attenta e aggiornata.Risponde la dr.ssa Giusy Coppolino, diabetologa:
Dagli studi condotti su modelli animali si evince che le alterazioni degli astrociti, con successiva astrogliosi, non sono altro che il risultato di un processo di adattamento al cambiamento dell’omeostasi del glucosio nel SNC. Nei ratti diabetici STZ indotti, modificazioni degli astrociti nell’ippocampo sono stati osservati in corso di stress, durante patologie autoimmuni e malattie neuro-degenerative In particolare è stato osservato che il danno nell’ippocampo coinvolge neuroni astrociti, causandone l’iperattività che condurrà alla gliosi. Invece, nel topo NOD, modello animale geneticamente predisposto a sviluppare diabete, la fase prediabetica è caratterizzata dalla presenza di alterazioni metaboliche, neuroendocrine e comportamentali e da iperattività dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene con conseguente rilascio di IL-1, citochina che possiede un effetto citotossico diretto e selettivo sulle cellule beta pancreatiche. Dalla 12 settimana in poi si può assistere alla comparsa del diabete dovuta alla distruzione delle beta cellula pancreatica, con conseguentemente alla perdita di produzione endogena di insulina.
Ciò non fa altro che confermare la patogenesi del diabete di tipo 1, perfetto esempio di malattia poligenica e multifattoriale, in cui il substrato genetico e l’intervento di diversi fattori ambientali è un binomio importante nell’innescare la risposta autoimmune che porta alla distruzione delle cellule di Langherans.
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 25 Maggio 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02292.html