Quesiti sulla terapia del diabete di tipo 2
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 5 Maggio 2005 Max K. scrive:
Ho 46 anni, sono affetto da diabete di tipo 2, da 15 vanni circa, negli ultimi 6 ho iniziato il trattamento con metformina a dosaggi crescenti.
Attualmente assumo 3 Glucophage 1000 dopo ogni pasto e 1 mg di Novonorm prima di colazione.
Caratteristiche fisiche: età 46, sesso maschile, altezza 178, peso 96.
L’andamento glicemico medio è: risveglio 140-150, dopo colazione 140-150, prima pranzo 90-100, dopo pranzo 130-140, prima cena 90-100, dopo cena 130-140, prima di coricarmi 120. (Colazione solo un cappuccino). Emoglobina glicata 5,6.
Test del IVG ha evidenziato una scarsa risposta, in termini tecnici mi hanno detto che ho una “curva quasi piatta”. Svolgo attività fisica blanda e ed in modo abbastanza regolare.
Quesiti:
La terapia che seguo è corretta o si può fare qualche cosa di meglio soprattutto per la glicemia al risveglio e mattinale?
Esiste una forma di “assuefazione” ai farmaci che prendo con la conseguenza loro inefficacia nel tempo?
Rischio con il passare del tempo, o peggio fin da ora, di dover ricorrere all’insulina?
Ho sentito parlare di un nuovo farmaco che (exenatide) che sembrerebbe essere “miracoloso”, c’è un fondamento di verità e, se si, potrebbe essere applicato al mio caso?
Infine, a titolo di curiosità, per quanto riguarda gli alcolici nella dieta, è preferibile la birra od il vino, ovviamente in entrambi i casi quali sono le dosi consigliate (per i soli effetti dell’aumento diretto della glicemia, senza considerare quindi l’effetto diretto sul non dimagrimento dovuto all’apporto extra di calorie)?Risponde il dr. Francesco Paolo Volpe, diabetologo:
I numerosi quesiti che lei pone, ed anche quelli che nascono implicitamente dalla sua interessante mail, richiedono una premessa. Nonostante la giovane età di esordio(31 anni), il suo diabete è stato definito di tipo 2, con giusta approssimazione, per le sue caratteristiche cliniche : sovrappeso, stabilità glicometabolica, assenza di chetosi, lungo periodo di buon controllo senza alcun farmaco. Nulla ci dice circa la familiarità e gli altri parametri clinici, come la pressione arteriosa, e di laboratorio (colesterolo totale, HDL, LDL, Trigliceridi, uricemia, peptide C a digiuno e/o dopo glucagone).
Oggi all’esordio di un diabete in un trentenne, anche se in sovrappeso, si doserebbero gli anticorpi anti ICA e soprattutto anti-GAD (vedi glossario e risposte degli esperti). Detto questo,rispondo ai quesiti cercando di essere chiaro.
1)Se la diagnosi di diabete mellito di tipo 2 è esatta, la scelta dei farmaci è corretta, ma mi è sembrato di capire che lei assume 1 mg di Repaniglide solo prima di colazione: in tal caso sarebbe preferibile assumerne 0,5 mg per volta,prima di colazione,pranzo e cena, modificando il dosaggio o saltando la dose di mezzodì, qualora la glicemia fosse troppo bassa. D’altronde la sua HbA1c è già ottima, e potrà restare tale soprattutto se inizierà un programma di esercizio fisico aerobio, previa valutazione funzionale cardio-vascolare: il punto da migliorare ASSOLUTAMENTE è il suo peso, che con 96 Kg. per un’altezza di 178 cm pone l’indice di massa corporea (BMI o indice di Quetelet) ad oltre 30, obesità lieve, ma pur sempre obesità, che condiziona negativamente tutto il resto.
2)I farmaci che lei prende non danno vera assuefazione, ma possono perdere progressivamente efficacia in caso di progressione del deficit beta-cellulare che si va talvolta a verificare: possiamo opporci a questo con un corretto approccio igienico-dietetico.
3)Non mi sembra che nel suo caso ci sia un rischio a breve scadenza di dover ricorrere ad una terapia insulinica, ma per questo va approfondita la risposta agli stimoli della betacellula:il suo diabetologo,che la prego di seguire con maggiore adesione, la guiderà nel modo migliore.
4)La exenatide , recentissimamente approvata per la terapia del diabete mellito di tipo 2 negli U.S.A., è il capostipite di una nuova classe di farmaci, analoghi di un ormone polipeptidico intestinale, il GLP 1, che ha molteplici azioni,stimolando la secrezione insulinica in risposta al pasto,ritardando lo svuotamento gastrico ed agendo sul centro ipotalamico della sazietà. La exenatide, formata da 39 aminoacidi, somministrata 2 volte al dì alla dose di 10 microgrammi, ha abbassato di circa l’ 1% la Emoglobina glicata; si somministra,come l’insulina, per via sottocutanea.
5) Birra e vino sono quasi equivalenti, nel senso che se la birra contiene più carboidrati a veloce assorbimento, il vino dal canto suo ha maggiore contenuto di alcool etilico. I diabetici ben compensati possono assumere sia l’una che l’altro, in quantità non superiore ad un bicchiere piccolo, ove non controindicato da concomitanti patologie.
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 25 Maggio 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02291.html