Come posso aiutare il mio ragazzo ad accettare e convivere serenamente con il diabete?
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 26 Aprile 2005 Ilaria T. scrive:
Come posso aiutare il mio ragazzo ad accettare e convivere serenamente con il diabete?
Sono già passati 18 anni da quando gli è stato diagnosticato eppure continua a stare male, fa 4 iniezioni al giorno e ogni volta per lui è diventata una pugnalata, ma non vuole passare al microinfusore.
Vorrei veramente fare qualcosa di concreto per lui ma qualsiasi cosa facciamo per lui non ha alcun senso, non c’è quasi più niente che gli dia gioia. E’ possibile che si tratti di depressione? Se si come posso fare se rifiuta aiuti esterni?Risponde la dr.ssa Teresa Remoli, medico psicologo-formatore:
Capisco quanto sia difficile stare a guardare “impotenti” una persona che amiamo e che sembra non voler stare meglio. Nel caso del suo ragazzo potremmo pensare a uno stato depressivo, che sembra declinarsi in una serie di comportamenti disfunzionali, tra i quali il rifiuto di qualsiasi aiuto esterno, sia che si tratti di un microinfusore o di un medico che possa aiutarlo a mitigare lo stato di disagio che sta vivendo.
Penso che il medico che ha in cura il suo ragazzo (diabetologo) potrebbe approfondire questo aspetto con lui, chiarendo il perché continui a rifiutare interventi esterni che potrebbero migliorare la sua condizione e spiegandogli che la consulenza psicologica è parte integrante del trattamento. Generalmente nel servizio di diabetologia è presente la figura dello psicologo, ma è altrettanto vero che alcune persone non conoscono bene le finalità e i vantaggi di un intervento psicologico, sul quale purtroppo ancora gravano mille pregiudizi e preconcetti. Mi chiede come fare se il suo ragazzo continua a rifiutare aiuti esterni. In proposito desidero dirle che in situazioni come quella che lei descrive, poiché è anche la coppia messa a dura prova dagli eventi frustranti e stressanti, accade che la scelta di consultare uno specialista sia motivata più che dalla condizione di uno dei due dal disagio che grava sulla coppia. Una soluzione alternativa da prendere in considerazione quindi potrebbe essere, ma solo nel caso in cui anche lei ne sentisse la necessità, cercare insieme l’aiuto per trarne beneficio entrambi.
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 9 Maggio 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02282.html