Si sopetta una neuropatia diabetica

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 5 Aprile 2005 Concetta B. scrive:
Mio marito il 29 dic. 2004 ha avuto una pancreatite acuta per una calcolosi alla coliciste. Superati i primi momenti di estrema gravità e dopo una lunga pemanenza in ospedale si è ripreso un pochino però con coneguenze disastrose. I suoi valori glicemici hanno cominciato ad oscillare e gli è stato diagnosticato un diabete di tipo II, al momento si cerca di curarlo solo con la dieta. durante la malattia ha perso venti chili e ha cominciato ad accusare dei forti dolori alla pianta dei piedi e dolori lancinanti alle gambe che lo immobilizzavano per giorni e giorni e non gli permettevano di camminare, un po di sollievo lo trovava solo con il Voltaren in fiala. Oggi è migliorato un pochino i dolori sono piu lieve però non riesce a camminare bene e trascina ambedue le gambe. Si sopetta una neuropatia diabetica. E’ in attesa di essere operato alla coliciste poichè un calcolo ostruisce il coledoco ma l’anestesista prima di operarlo vuole avere una relazione da parte di un neurologo per la conferma di questa neuropatia, lui si appresta a fare un’elettromiografia e i potenziali. Le chiedo bastano solo questi due accertamenti per fare diagnosi o ne occorrono degli altri? con questa patologia cosa rischia se viene sottoposto ad intervento chirurgico? che terapie ci sono per curare il suo deficit? ci sono dei centri che curano questa patologia?
Il diabete di tipo II è irreversibile?

Risponde il dr. Fabio Baccetti, diabetologo:
I quesiti che mi pone sono numerosi ed embricati l’un con l’altro e richiedono quindi una risposta particolareggiata che prima di tutto però richiede una premessa sia riguardo alla malattia diabetica che alla funzionalità di nervi periferici. A suo marito, ci riferisce essere stato diagnosticato il Diabete Mellito tipo 2 (non Diabete Mellito secondario??) in seguito ad un episodio di pancreatite acuta. Se la diagnosi è esatta, il Diabete Mellito, essendo una malattia cronica, accompagnerà per tutta la vita suo marito; questo comporta seguire delle regole igienico-sanitarie molto semplici come attuare un’alimentazione regolare e sana (dieta mediterranea per intenderci) e fare sempre ogni giorno con regolarità esercizio fisico tipo camminare o andare in bicicletta o altra attività aerobica. Se queste semplici regole non fossero sufficienti a mantenere il buon controllo metabolico, cioè livelli di zucchero nel sangue il più possibile vicino alla norma (a digiuno Glicemia < 120 mg/dl e dopo mangiato Glicemia < 160 mg/dl; emoglobina glicosilata < 7%), sarà necessario assumere farmaci detti ipoglicemizzanti orali. Inoltre sarà bene anche misurare periodicamente la Pressione Arteriosa e sapere i valori dei grassi nel sangue (Colesterolo Totale, Colesterolo HDL, Colesterolo LDL e Trigliceridi) perché il Diabete Mellito mal controllato insieme all’Ipertensione Arteriosa e agli elevati livelli di grassi nel sangue concorrono alla maggior frequenza e gravità di Aterosclerosi con le sue conseguenze a carico dei vasi del cuore, del collo e delle gambe.
Il Sistema Nervoso Periferico, cioè l’insieme dei nervi del nostro corpo ad esclusione del Cervello, si dividono in due compartimenti: Somatico e Vegetativo. La parte somatica si compone di quei nervi deputati del trasporto al Cervello delle sensazioni di qualunque tipo (tattili, dolorifiche, vibratorie, di posizione nello spazio, termiche) che gli permettono di rendersi conto cosa stiamo toccando o in che posizione siamo in quel momento; la parte somatica è composta anche da quelle fibre nervose che innervano i muscoli e che ci permettono perciò di camminare o afferrare le cose. La parte vegetativa invece si compone di quelle fibre nervose che regolano la Pressione Arteriosa, la Frequenza Cardiaca, la respirazione, la sudorazione cioè regolano quelle funzioni che vengono adattate momento per momento all’ambiente o situazione in cui ci troviamo.
Le fibre nervose di entrambi i tipi sono molto sensibili alle concentrazioni di glucosio in quanto utilizzano solo questo come combustibile quindi in presenza di eccesso o carenza di zucchero o di carenza ne risentono subito non esplicando al meglio le loro funzioni. Pensi che in volontari sani si è visto che già dopo 3 ore di iperglicemia si hanno malfunzionamenti della fibra nervosa. Questo perciò è quello che è successo a suo marito cioè un danno acuto da iperglicemia ai nervi che hanno reagito con tutta quella sintomatologia che ci descrive; ritengo quindi che sia un po’ affrettato parlare di Neuropatia Diabetica anche se è vero che ci sono forme di Neuropatia Diabetica, a prevalenza però rara, che si manifestano con forte dimagrimento e dolore agli arti inferiori, dette cachessia diabetica, che comportano però ipotrofia marcata dei muscoli delle cosce o comunque prossimali tali da rendere impossibile la deambulazione. Unica nota positiva: queste forme sono autolimitantesi cioè scompaiono da sole nel giro di 8-12 mesi. Ma ribadisco che non credo che tale forma sia quella che interessa suo marito; si può parlare di Neuropatia Diabetica solo quando si realizza un danno cronico alla fibra nervosa che poi si può presentare clinicamente in tante forme diverse. Quindi gli accertamenti a cui dovrebbe sottoporsi suo marito mostreranno sicuramente una sofferenza nervosa che in questo caso però non basta per far diagnosi di Neuropatia Diabetica; casomai consiglio di eseguire anche l’elettromiografia dei muscoli prossimali degli arti inferiori per escludere la cachessia diabetica di cui le parlavo prima.
Altro discorso è invece quello che riguarda l’anestesista; la richiesta di relazione da parte del neurologo ritengo si debba ascrivere al sospetto della presenza di Neuropatia Autonomica cioè una sofferenza di quelle fibre nervose che come scrivevo sopra, adempiono a tutta una serie di funzioni vitali. Il dubbio del collega è fondato perché la presenza di Neuropatia Autonomica rende più pericoloso per il paziente diabetico e non solo (anche altri pazienti possono avere la Neuropatia Autonomica) sottoporsi ad anestesia generale; esistono tutta una serie di esami strumentali, fra l’altro di facile esecuzione, che rendono agevole la diagnosi di questa neuropatia. Ma anche in questo caso ritengo inutile eseguirli perché molto probabilmente suo marito risulterebbe avere valori alterati proprio per la presenza del danno acuto da iperglicemia che dicevo prima.
Veniamo infine all’ultima parte dei suoi quesiti: nel caso fosse confermata la presenza di Neuropatia Diabetica cioè dimostrato un danno cronico della fibra nervosa da iperglicemia e quindi una lesione che difficilmente regredisce, l’unica terapia riconosciuta attualmente per impedire la progressione della malattia ed in rarissimi casi permetterne la regressione è il buon controllo metabolico di cui le ho accennato nella prima parte della risposta. Una volta raggiunto e mantenuto nel tempo può essere utile l’assunzione di antiossidanti come l’acido lipoico (800 mg al giorno in forma retard), la Vitamina E (almeno 1200 mg o UI al giorno) e la Levoacetilcarnitina; in ogni caso vorrei precisare subito che queste sostanze hanno dato risultati promettenti nella cura della Neuropatia Diabetica che necessitano però ancora di essere confermati in grandi studi. Riguardo ai centri che curano la Neuropatia Diabetica ogni Servizio di Diabetologia o Unità Operativa Diabetologica è in grado di diagnosticare o almeno screenare e monitorare nel tempo l’evoluzione della patologia neuropatica; la invito perciò a rivolgersi a quello più vicino a lei o comunque ad uno specialista neurologo che abbia esperienza nelle Neuropatie periferiche.


Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 21 Aprile 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02271.html