Vado spesso in ipo
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 1 Aprile 2005 Antonia T. scrive:
Ho 60 anni da 10 sono insulino dipendente, attualmente uso: Lantus 28u e Humalog: 12u, 18u, 24u, ma i risultati dopo tre mesi di questa terapia non sono buoni, vado spesso in ipo; arrivo a 60 e sto molto male almeno per tre o quattro giorni con spossatezza. Scrivo perchè sto aumentando di peso abbastanza rapidamente pur restando invariata l'assunzione di cibo e la vita e il movimento è sempre il solito. Sono alta 1,53 e peso 76Kg. Sono di costituzione robusta, all'inizio dell'avventura pesavo 67 Kg, Ma devo proprio vivere solo in funzione del diabete? Non mi sento di farlo. Come posso rimediare a questo stato di cose?Risponde il dr. Patrizio Tatti, diabetologo:
La strategia terapia che sta seguendo è molto moderna, e l’insuccesso potrebbe essere legato a molte altre cause:
Comunque, traducendo in operatività questi spunti di riflessione le consiglio di usare la lantus con le siringhe convenzionali o con il nuovo sistema optiset, di controllare bene la tecnica di iniezione, e di raccogliere in un diario le sue glicemia. Con questi dati un diabetologo esperto potrà ottimizzarle la terapia
- se usa la optipen con la insulina lantus sappia che è stata ritirata dal ministero della salute inglese perché spesso malfunzionava. Anche nel nostro Centro ci sono stati dei problemi, ed abbiamo deciso di tornare a consigliare le siringhe per insulina e da allora i risultati con l’uso di lantus sono diventati ottimi
- la lantus andrebbe iniettata nella natica o almeno nella coscia, con le solite precauzioni
- per aggiustare la terapia insulinica è necessario sapere quando compaiono le ipoglicemie. Facendo una approssimazione si può dire che se l’ipoglicemia compare entro 3-4 ore dal pasto bisogna aggiustare la dose di Humalog, se invece compare oltre quel periodo bisogna intervenire sul dosaggio della lantus.
Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 21 Aprile 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02265.html