Ho scoperto casualmente che il mio amico ha il diabete
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 1 Marzo 2005 Simona D. scrive:
Ho scoperto tramite un altro amico che lo conosce da più tempo che il ragazzo che mi piace attualmente ha il diabete, immagino di tipo 1 dato che è molto giovane (23). L’ho scoperto casualmente perchè quando ero con il mio amico diabetico e telefonava sua madre lui diceva di essere con questo altro amico (anche se era solo con me), e quando l’ho detto all’altro amico lamentandomene lui si è preoccupato pensando che se succedesse qualcosa (facciamo tutti gli scongiuri) sua madre non saprebbe come rintracciarlo... Da un lato sono contenta di essere stata messa al corrente del problema però ho notato che lui ha spesso comportamenti scorretti e leggendo i sintomi mi sono venuti in mente un po’ di episodi in cui lui è stato male e non ci ha detto che era per quel motivo. Ad esempio a Capodanno ha bevuto molto e mangiato pasta e dolci in quantità e poi ha vomitato, in questi due giorni siamo stati in viaggio e ha fatto lo stesso, dolci alcool etc...al ritorno ha bevuto molto e si vedeva che non stava bene, infatti mentre noi siamo restati in giro lui è voluto andare subito a casa... Ho letto che è molto pericoloso, non mi va di essere noiosa ed iniziare a dirgli di regolarsi diventando troppo apprensiva...però è inutile, da quando l’ho saputo ci faccio caso e ci penso. Lei crede sia giusto o sbagliato dirgli di non esagerare quando beve o quando mangia? Io penso che sia abbastanza adulto e consapevole di quello che fa per cui non voglio dirgli nulla. Credo però sarebbe utile sapere come comportarsi nel caso avesse una crisi glicemica, mi potrebbe aiutare? E’ vero che a lungo andare potrebbe avere problemi di erezione? Da cosa dipende? Si verifica anche in ragazzi così giovani?Risponde la dr.ssa Teresa Remoli, medico psicologo-formatore:
Avrei bisogno di capire meglio alcune cose, ma tenterò di risponderti con le informazioni di cui dispongo. Se ho ben capito hai saputo da un amico comune che il ragazzo che ti piace ha il diabete. Immagino quindi che lui non te ne abbia mai parlato direttamente: mi chiedo a questo proposito se anche per la famiglia di questo ragazzo il diabete non costituisca una sorta di “segreto” da non comunicare a troppi.
Descrivi anche dei comportamenti alimentari sregolati : abusi alimentari tanto da vomitare ed ubriacarsi.
Non so da quanto tempo questo ragazzo abbia scoperto di avere il diabete, ma mi sembra che questi comportamenti possano rappresentare il tentativo di esprimere un disagio, che possiamo ipotizzare sia legato alla condizione di “diabetico”, ma forse ad altro ancora. Posso pensare che non avendo accettato la sua condizione si comporti di conseguenza assumendo comportamenti sregolati.
Vorrei domandarti, in proposito, come sarebbe per te affrontare con lui l’argomento, in modo da fare chiarezza; potresti parlargli, come hai fatto con me, della tua preoccupazione per lui, nel vederlo stare male a causa degli eccessi alimentari, comunicargli la tua preoccupazione relativa al come intervenire nei cali glicemici. Su questo argomento mi sento di dirti che è opportuno procedere con estrema cautela e soprattutto avendo chiaro quale sia il livello della glicemia. Se il tuo amico si dovesse sentire improvvisamente male (e qui bisognerebbe capire a quali malesseri ti riferisci, se uno svenimento, un’alterazione in termini comportamentali o cos’altro..) una cosa che di sicuro puoi fare è rivolgerti al 118 spiegando correttamente e con la maggiore tranquillità possibile ciò che accade, fornendo i dati relativi al tuo amico e al luogo in cui deve arrivare il soccorso, avvertendo allo stesso tempo anche la famiglia di lui.
Ritengo che sarebbe utile che tu ti rapportassi con lui non in qualità di “controllore” o “giudice” rispetto alle sue scelte o al suo stile di vita: il tuo amico andrebbe aiutato a responsabilizzarsi, a prendersi cura di sé in maniera autonoma. A questo proposito forse un intervento esterno, di uno specialista (psicologo o psicoterapeuta) potrebbe rivelarsi utile.
Su questo punto dovremmo capire se lui è seguito da un centro di diabetologia e se il servizio dispone di un esperto di psicologia a cui potrebbe rivolgersi. Riguardo alla tua preoccupazione sul tema della disfunzione erettile, il rischio che sopraggiunga questa disfunzione è di poco superiore negli uomini che hanno il diabete rispetto agli altri. C’ è stata una esagerazione dell’incidenza di questo problema nella popolazione diabetica e tra l’altro è stato di recente dimostrato che al di sotto dei 30 anni è praticamente inesistente.
Data ultimo aggiornamento: Domenica, 6 Marzo 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02248.html