Reazione allergica alla insulina glargine
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 15 Febbraio 2005 Daniela C. scrive:
Ho 37 anni di età, 27 di diabete tipo 1 e nessuna complicanza diabetica.
Da 20 anni uso il microinfusore attualmente H-TRON Plus con Humalog (21 Unità di basale + 3 boli per i pasti da 2-5-7 + eventuali boli di correzione durante la giornata).
Diciotto giorni fa ho deciso, in accordo con il mio centro antidiabetico di passare alla Lantus (21 unità alle ore 20) per i seguenti motivi:
1) avere una alternativa alla terapia con microinfusore, utile soprattutto per l’estate,
2) far riposare il sottocute, ultimamente temo che l’assorbimento dell’insulina non sia costante;
1) l’insoddifazione della mia HbA1c che oscilla tra gli 8 e 9 ormai da alcuni anni nonostante il micro ed i frequenti controlli glicemici (6 o 7 al giorno).
Dopo i primi giorni di assestamento il compenso glicemico è migliorato avvicinandosi a quello che ottenevo con il micro.
Devo però segnalare le seguenti reazioni anomale, a mio giudizio tutte dipendenti dall’assunzione della Lantus:
Durante l’iniezione ho sempre avvertito un forte bruciore della durata di qualche secondo.
Dopo dieci giorni comincio ho notato una sorta di ritenzione idrica generalizzata, in quanto fin dal mattino , avevo il viso gonfio (le palpebre in particolare) le cosce ma soprattutto i polpacci e le caviglie gonfie. Deambulavo con molta difficoltà in quanto gli arti inferiori me li sentivo rigidi pesanti e meno sensibili.
In qualche occasione se chiudevo gli occhi la testa mi girava come se mi trovassi dentro ad un vortice, riaprivo gli occhi e spariva ma comunque il mio equilibrio era instabile.
In un primo momento non ho dato tanto peso a questi sintomi, ho pensato ad un periodo di stanchezza, stress, e di bassa pressione (anche se io non ho mai avuto problemi di pressione nè alta nè bassa), ma venerdi 11.02 mattina, 15 gg. dopo l’inizio della Lantus (oggi che Vi scrivo è martedi 15 febbraio), mi trovavo in ufficio seduta, ed improvvisamente la testa ha iniziato a girare molto forte, la vista annebbiata e non riuscivo a respirare. Ho temuto di svenire, non stavo in piedi (N.B. la glicemia era normale fin dal risveglio ed in quel momento era a 134 mg/dl).
Spaventata ho chiamato subito la dott.ssa del Centro Antidiabetico, per poter escludere che tutto questo potesse dipendere dall’assunzione della Lantus. La sua risposta è stata, con tono quasi divertito, che era impossibile che l’insulina potesse provocare effetti collaterali se si escludono la ipo e iperglicemia, che non aveva mai sentito casi del genere, e di stare tranquilla che magari il gonfiore alle gambe era dovuto allo stare troppo in piedi (non è il mio caso), e che la bassa pressione era forse momentanea. Rassicurata da queste informazioni e dal fatto che i sintomi si erano alleggeriti, ho tirato avanti fino a sabato mattina, ho preso il foglio illustrativo della Lantus e lo ho letto più attentamente. Ho scoperto dell’esistenza delle, seppur rare, gravi reazioni allergiche che a mio avviso coincidevano con le mie (ritenzione idrica, gonfiore, dispnea, abbassamento della pressione e rischio di collasso cardiocircolatorio che possono costituire un pericolo per la vita).
E ora cosa faccio? Rischio di morire o è solo una mia invenzione? Il Centro si è messo a ridere ma io fisicamente mi sento 50 anni di più, cammino e respiro a fatica.
Domenica sera non c’è l’ho fatta più ed ho riattaccato il microinfusore.
Sono passati 2 giorni e mi sento decisamente meglio, mi sono sgonfiata lentamente, non avverto cali di pressione, respiro bene e le gambe sono quasi ritornate normali.
Gradirei conoscere la Vostra opinione, in quanto è la mia parola/esperienza contro quella del centro antidiabetico.Rispondono congiuntamente i dottori Andrea Scaramuzza, Marco Songini e Riccardo Bnfanti, diabetologi:
Le reazioni che lei descrive potrebbero seppur con scarse probabilità esser ricondotte ad una reazione allergica, probabilmente alla Lantus (glargine) o a sostanze della soluzione che la contiene , o a motivi ad essa indipendenti e difficilmente individuabili da una semplice intervista via e-mail. Nel dubbio consiglieremmo di sospendere momentaneamente la terapia con glargine e di ritornare a quella con microinfusore. Per una diagnosi di certezza potrebbe, dopo un primo periodo di sospensione, potrebbe ripassare a glargine e se comparissero anche questa volta gli stessi sintomi può ritenersi con discreta sicurezza una reazione allergica al farmaco, fatto di per sè raro ed improbabile, ma non assolutamente escludibile a priori.
Abbiamo anche svolto una ricerca bibliografica su eventuali pubblicazioni al riguardo e abbiamo individuato un articolo del dr. Moriyama, pubblicato su Diabetes Care del febbraio 2001, in cui si riporta il caso di un paziente giapponese 45enne, con fenomeni opposti ai suoi, di allergia alle normali insuline, che è stato trattato con successo proprio grazie all’utilizzo dell’insulina glargine.
Le ricordo però, in ogni caso, che qualsiasi decisione lei prenda, deve essere concordata col suo medico curante anche perché, oltre ad evidenti motivi di sicurezza, sussiste l’obbligo da parte del medico curante di segnalare all’ente preposto alla farmacovigilanza eventuali effetti avversi non contemplati nelle avvertenze riportate nella confezione del farmaco e sul prontuario.
Infine, per quanto riguarda il bruciore riferito al momento dell’iniezione, potrebbe dipendere dal fatto di iniettare un’insulina in soluzione con ph acido e/o appena tolta dal frigorifero o anche ad un possibile effetto secondario, raramente riscontrato nella pratica clinica, ma segnalato sul ‘bugiardino’ dell’insulina.
Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 3 Marzo 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02241.html