I litigi da marito e moglie e lo stress lavorativo ne hanno modificato l’umore
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 17 Febbraio 2005 Barbara T. scrive:
Sono sposata da 4 mesi a un uomo di quasi 35 anni, diabetico di tipo 1 da quando aveva 25 anni.
Cause molteplici: lo stress per la casa, il matrimonio, i ns litigi da marito e moglie, ma soprattutto l’iper stress lavorativo, ne hanno modificato notevolmente lo stato dell’umore. E’ sempre suscettibile, permalosissimo e qundo gli si muove una qualsiasi critica, amche banale, ha una reazione spropositata: risponde male, sbatte la porta , se ne va, insulta e quant’altro. Premetto che non ritengo volglia bene a se stesso. Non segue nessuna dieta, aumento di 10 kg di peso, beve sempre birra ai pasti e vino, mangia dolci e troppo pane o patatine. Io non gli posso dire nulla perchè se gli dico qualcosa sbuffa e mi risponde male dicendo che non devo continuare. Il suo desiderio sessuale nei miei riguardi è praticamente nullo, sono calate anche le sue attenzioni, la sua dolcezza... E’ svogliato, sempre stanco, e soffre di vittimismo pensando che tutti ce l’hanno con lui e che quando gli dicono qualcosa... Lui dice... E’ sempre tutta colpa sua.... Ma non ammette mai di sbagliare e con lui bisogna solo fare finta di nulla e non fargli mai notare che si è comportato male perchè mi ripete sempre.... Dici che non ti va mai bene niente, è sempre colpa mia... Etc... Sinceramente non so che fare e come costringerlo ad andare da un diabetologo o con chi parlare che, meglio di me, mi dica come si deve trattare con lui, se è in pericolo di vita, se lo sarà...Risponde la dr.ssa Francesca Allegrucci, psicologa specialista in sessuologia clinica:
La situazione attuale che lei e suo marito state vivendo è sicuramente critica e di grande sofferenza immagino.
La confusione e l’incertezza che dichiara è comprensibile, non è facile stare accanto ad una persona che si ama, che evidentemente stà soffrendo e che non si lascia aiutare.
Lei mi ha accennato ad un periodo di grandi cambiamenti ed è possibile che per suo marito i tempi di adattamento a questa nuova situazione siano più lunghi e che questo sia “solo” da considerarsi un momento passeggero, una fase di transizione che porterà al raggiungimento di un nuovo equilibrio.
D’altro canto se la situazione dovesse, invece, perdurare potrebbe avere conseguenze profondamente negative sia a livello fisico che psicologico, tanto per suo marito quanto per lei.
Il voler “costringere” suo marito a modificare per il proprio bene lo stile di vita e l’atteggiamento non è sicuramente la strada migliore in quanto non farebbe altro che farlo sentire sbagliato e colpevole, ancor più di quanto già probabilmente si sente lui stesso.
Comprendo che lei esorta suo marito a regolarsi e a farsi monitorare da un medico solo perchè gli vuole bene e perchè è seriamente preoccupata per lui, ma spesso accade che le nostre ansie e le nostre paure non fanno altro che sovraccaricare le persone che amiamo e che già stanno vivendo un momento difficile.
Per me non è facile nello spazio di poche righe darle quel conforto e quel sostegno di cui avrebbe bisogno qualsiasi persona si trovasse a vivere la sua stessa situazione, ed è per questo che le propongo di prendere in considerazione la possibilità di farsi sostenere in questo delicato momento, oltre che dalle persone a lei care ovviamente, anche da un professionista (psicologo o psicoterapeuta) con cui potrà aprirsi e confrontarsi per ri-trovare quella lucidità, quella forza e quella serentità necessarie ad afforntare e superare momenti particolarmente difficili.
L’amore che traspare dalle sue parole è tanto e questo è indubbiamente un elemento senza il quale nulla sarebbe possibile; allo stesso tempo proprio l’amore può confonderci e farci fare passi falsi proprio in quanto siamo “troppo” coinvolti. Ecco perchè il confronto con un “esterno” alla situazione può esserci di grande aiuto.
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 2 Marzo 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02235.html