Eiaculazione retrograda dovuta a neuropatia diabetica

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 31 Gennaio 2005 Sergio scrive:
Volevo cortesemente sapere se esiste una cura per l’Eiaculazione retrograda dovuta a neuropatia diabetica, sono insulino dipendente da 16 anni ormai.
Come ben può immaginare questa cosa crea non pochi disagi dal lato psicologico, volevo inoltre sapere se non esiste una cura se io velessi avere dei figli in futuro è possibile?

Risponde il dr. Fabio Baccetti, diabetologo:
Per darle una risposta esauriente devo prima fare una piccola introduzione; l’eiaculazione è il risultato di una perfetta integrazione funzionale tra sistema nervoso centrale e periferico a cui si associa una attiva partecipazione della componente psico-emotiva e schematicamente possiamo descrivere il fenomeno in tre fasi: gli spermatozoi contenuti nella coda degli epididimi e nelle ampolle deferenziali passano nell’uretra posteriore con il secreto prostatico e quello delle vescicole seminali (Fase 1), il collo vescicale (che ha un’innervazione mista con componente parasimpatica) viene attivamente chiuso ed il liquido seminale viene spinto nell’uretra bulbare dalla contrazione della muscolatura prostatica (fase 2), infine si verifica l’espulsione all’esterno del bolo spermatico attraverso la contrazione dei muscoli bulbocavernosi e dello sfintere uretrale esterno (Fase 3). Nel suo caso quindi la presenza della Neuropatia Diabetica e più precisamente autonomica impedisce la perfetta chiusura stagna del collo vescicale e quindi gli spermatozoi vanno a finire in Vescica invece che nell’uretra e quindi poi all’esterno perché trovano un compartimento a minor resistenza. Dimostrazione di questo si ha ritrovando gli spermatozoi nell’urina ottenuta dalla minzione post orgasmo. Questo non impedisce, dal punto di vista meccanicistico, il pieno raggiungimento dell’orgasmo e della soddisfazione sessuale ma può provocare certamente disagio psicologico nel maschio abituato da sempre a collegare orgasmo con l’emissione dello sperma.
Riguardo alla terapia medica nel tempo sono stati usati e consigliati vari farmaci come i simpaticomimetici che stimolando il rilascio di noradrenalina dalle terminazioni nervose determinando un’attivazione dei recettori alfa-adrenergici posti a livello del collo vescicale e che quindi stimolano la chiusura del collo. Fra questi i più usati sono il midodrin, la brofeniramina e la fenilpropanolamina. Altri usati con alterne fortune sono gli antidepressivi triciclici, come ad esempio l’imipramina, che bloccando il re-uptake dell’adrenalina dalle terminazioni nervose, aumentano la quantità di noradrenalina disponibile con i recettori alfa-adrenergici e quindi avere la stessa azione detta sopra. In ogni queste due categorie di farmaci hanno tutta una serie di controindicazioni ed effetti collaterali che ne consigliano l’uso solo dietro stretto controllo medico, meglio specialista urologo o andrologo che abbia competenza ed esperienza nel trattamento dell’eiaculazione retrograda.
Infine veniamo alla risposta che ritengo le stia più a cuore e cioè la fertilità in queste condizioni. Come già ha intuito lei in queste condizioni di eiaculazione retrograda non è possibile fecondare perché gli spermatozoi prendono la via sbagliata. Sono state perciò sviluppate tecniche che permettono il recupero di spermatozoi vitali dalla vescica dopo rapporto sessuale (isolamento dall’urina post coito o prelievo dalla in vescica) oppure direttamente dal testicolo in modo che poi tali spermatozoi vengano o iniettati nell’utero della sua compagna oppure usati per fecondazione in provetta e successivo impianto nell’utero della sua compagna. Se quindi non ci sono altre condizioni che portino all’infertilità, si potrà avere una gravidanza completamente normale.


Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 17 Febbraio 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02223.html