Ho provato tutti i farmaci senza alcun effetto sulle mie glicemie

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 27 Novembre 2004 Lucia D. scrive:
Sono diventata diabetica col subentrare della menopausa, coi primi sintomi avuti a 40 anni.
Inizialmente sono riuscita a controllarla con antidiabetici orali, ma negli ultimi tre anni ho provato tutti i farmaci che si trovano sul mercato, attualissimi e anche utili ma sulla mia persona non hanno alcun effetto, il mio diabetologo ha pensato di aggiungere l’insulina sia la rapida che la lenta (Lantus) a dosi molte elevate ma il risultato non cambia anche perchè avendo iperinsulinismo sembra che l’insulina peggiori la situazione, sono andata in un altro centro, in una cittadina vicina alla mia, il cui responsabile mi ha tolto l’insulina dandomi un nuovo farmaco (Starlix) ma senza nessun risultato. Le chiedo se è possibile che il mio organismo sia refrattario a tutte le medicine, a questo punto cosa posso fare per evitare tutte le complicanze del diabete, le preciso che i miei valori attuali di glicermia partono dalla mattina oltre i 300 e nonostante tutto l’emoglobina glicata è 10. Inoltre le preciso che nonostante questi valori così alti io non sento i sintomi della glicemia (non ho sete, non urino frequentemente etc..) Spero che lei mi sappia dare una risposta o almeno a chi dovrei rivolgermi, le preciso che abito a Trieste.

Risponde la dr.ssa Giusy Coppolino, diabetologo:
Putroppo non posso rispondere in modo esauriente perchè ho pochissimi dati clinici su cui basarmi (per esempio non conosco il suo indice di massa corporea -BMI-, il livello di peptide C, il tipo e le unità di insulina che le sono state prescritte...).
Dalle poche notizie a mia disposizione credo che il suo scompenso glicemico sia dovuto a un problema di insulino-resistenza. La riduzione di insulino-resistenza si ottiene innanzitutto seguendo un regime dietetico ipocalorico, svolgendo quotidianamente almeno mezz’ora di attività fisica e associando all’insulina la metformina (se la funzione renale lo consente). Aumentare le unità di insulina non fa altro che peggiorare lo stato di insulino-resistenza.
L’utilizzo della Lantus associata all’insulina ultrarapida che deve essere somministrata subito prima dei tre pasti della giornata, potrebbe essere una buona soluzione in quanto l’insulina a lunga durata d’azione glargine (lantus) ha un’emivita di 22 ore (fornisce quindi una insulinizzazione basale), ha un profilo d’azione piatto e costante e consente di mantenere fra i pasti, specie durante il digiuno notturno, un’insulinemia costante, senza causare ipoglicemia o iperglicemia nel periodo interprandiale. Mentre l’analogo dell’insulina ad azione rapida (insulina lispro e aspart) essendo assorbito più rapidamente dell’insulina umana regolare, ha un’attività più precoce, più breve, necessaria a coprire la glicemia nelle due ore post-prandiali. Nel periodo interprandiale è sufficiente l’insulina basale fornita dalla glargine.


Data ultimo aggiornamento: Martedì, 8 Febbraio 2005 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2005/e2_02215.html