Ferite agli arti inferiori in seguito a punture di insetti
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 16 Novembre 2004 Franco N. scrive:
Mia madre di 73 anni soffre di diabete mellito di tipo 2 e fa una terapia con insulina, iniettata tramite penna, 8 unità per tre volte al giorno, con dei buoni risultati ( il livello glicemico si mantiene costantemente al di sotto di 150).
Scrivo perchè dal mese di luglio 2004, in seguito ad alcune punture di insetti si sono formate delle ferite agli arti inferiori che ancora non riescono a guarire e provocano forte dolore e bruciore. Inoltre, contemporaneamente, sono comparsi dolori uniti a crampi sempre agli arti inferiori probabilmente causati da neuropatia.
Le fornisco il risultato degli ultimi (Ottobre) esami effettuati:
- Elettromiografia: I dati elettrofisiologici attuali indicano una sofferenza al polso del nervo mediano sinistro ed una neuropatia sensitivo-motoria agli arti inferiori.
- Eco Doppler: Alterazioni aterosclerotiche diffuse, di modesto rilievo, a carico del circolo arterioso degli arti inferiori ed a carico dei vasi epiaortici.
Le chiederei un consiglio sulla terapia più idonea da adottare sia per la neuropatia che per le ferite. Mi hanno riferito di un medicinale in polvere da mettere sulle ferite che ha dato buoni risultati ma non sono riuscito a conoscerne il nome.Rispondono il dr. Fabio Baccetti, diabetologo, e la dr.ssa Maheva Sarzanini, podologa:
È difficile indicare un’adeguata terapia locale per la cure delle ferite senza prima aver fatto un’accurata valutazione non solo delle condizioni locali della lesione, ma anche le condizioni generali del paziente ed il suo stile di vita. Non esiste una medicazione ideale per tutti i tipi di lesioni e una singola medicazione non è efficace con la stessa intensità nelle varie fasi della riparazione tissutale. Le più recenti indicazioni della Evidence Based Medicine indicano però che sulle lesioni diabetiche non vanno mai fatti impacchi con Sodio ipoclorito o altre sostanze analoghe (sono sostanze istolesiva, tendono cioè a bruciare i tessuti, anche se usata in minima quantità e diluite in acqua). Le lesioni vanno deterse con Soluzione Fisiologica se non infette oppure con Iodopovidone diluito al 50% con Soluzione Fisiologica e nuovamente deterse poi con Soluzione Fisiologica. A questo punto in base al fondo delle lesioni se sono superficiali ed hanno un fondo di colore bianco-giallastro, si possono usare delle medicazioni che hanno la capacità di rimuovere il materiale devitalizzato, come idrogeli o idrocolloidi. Altrimenti, se il fondo delle lesioni è in fase di granulazione, cioè ha un colore rosso, allora si potrebbero usare delle medicazioni che hanno la capacità di favorire la riparazione del tessuto, come idrofibre o acido ialuronico. Ma in ogni caso la lesione deve essere valutata da medici che hanno esperienza e familiarità nella terapia delle ulcere diabetiche.
Riguardo invece alla terapia medica le più recenti evidenze cliniche indicano come l’unica terapia capace di rallentare e/o bloccare l’evoluzione della Neuropatia Diabetica sia il controllo metabolico e cioè avere stabilmente nel tempo un’emoglobina glicosilata inferiore al 6,5%(*) con valori di Glicemia a digiuno che non superino 100 mg/dl(*) e che in post prandiale non siano superiori a 160-180 mg/dl(*). Oltre al buon controllo metabolico esistono una serie di evidenze, anche se di minor forza, riguardo l’uso degli antiossidanti come l’Acido Lipoico, in forma retard, a dosaggio di almeno 800 mg al giorno. In ogni caso data la presenza all’Ecocolor Doppler di aterosclerosi raccomando anche terapia aggressiva dei fattori di rischio vasculopatici eventualmente presenti. In primo luogo, se non vi sono controindicazioni, sarebbe opportuno intraprendere terapia antiaggregante piastrinica con Acido Acetilsalicilico a basse dosi (100 o 160 mg/die) o Ticlopidina (250 mg x 2/die) oppure Clopidogrel (75 mg/die); inoltre raccomando valori pressori non superiori a 125/80 mmHg (*) a riposo e quindi in caso di valori superiori terapia antiipertensiva a base di Sartanici o Ace-Inibitori in prima istanza. Fondamentale anche il controllo lipidico con il Colesterolo LDL che deve essere inferiore a 100 mg/dl; in caso contrario intraprendere senza indugio terapia con Statine al massimo dosaggio. Naturalmente se la paziente fuma deve smettere immediatamente. Non ci sono invece evidenze chiare e limpide circa l’assunzione di Acido Folico se presente iperomocisteinemia.
(*) Indicazioni tratte dallo studio STENO 2 non ancora pienamente recepite dalle linee guida “ufficiali”.
Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 2 Dicembre 2004 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2004/e2_02176.html