Comportamento dopo diagnosi di ridotta tolleranza agli idrati di carbonio
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
L’11 Novembre 2004 Matteo C. scrive:
Sono un ragazzo di 25 anni al quale in seguito a un ricovero ospedaliero per una pericardite acuta e ad esami del sangue è stata attestata una ridotta tolleranza agli idrati di carbonio.
Premetto che sono un soggetto sovrappeso (peso: 92 kg altezza: 1.75 cm).
Nelle analisi eseguite il 1° giorno di ricovero era apparso un valore di 156 mg/dL al glucosio.
Già il 2° giorno il valore era sceso a 118 mg/dL per poi il 4° giorno riassestarsi a 82 mg/dL (valore nella norma).
Sempre il 4° giorno mi è stato effettuato l’esame della "curva da carico glicidico (75g)" dal quale sono venuti fuori i seguenti valori:
glicemia basale 91 mg/dL (nella norma 60-110)
dopo 120’ 168 mg/dL (un valore che secondo i criteri interpretativi A.D.A. recepiti dalla S.I.D. attesta una ridotta tolleranza glicidica)
Vorrei sapere, secondo un vostro parere, quanta importanza devo dare a questi dati, come devo comportarmi d’ora in poi, se mi basterà diminuire il mio peso con una dieta appropriata, se mi devo considerare un probabile diabetico e se sono consigliati altri esami.Risponde il dr. Valentino Cherubini, diabetologo:
Gli accertamenti che hai eseguito confermano la condizione di IGT (Impaired Glucose Tolerance, Intolleranza agli Idrati di Carbonio). Questo non vuol dire che hai il “diabete” e nemmeno che diventerai necessariamente “diabetico”. Si può trattare di una condizione transitoria, forse legata alla pericardite. In ogni caso ritengo opportuno non sottovatuare la segnalazione che ti è stata fatta. Ti consiglio di dimagrire e ricontrollare il metabolismo glicidico (ripetizione dell’OGTT) a distanza di due mesi dalla avvenuta guarigione clinica della pericardite.
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 24 Novembre 2004 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2004/e2_02173.html