Iperglicemia e successiva tardiva risposta iperinsulinemica con conseguente ipoglicemia

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 9 Ottobre 2004 Rosaria P. scrive:
Sono gastroresecata da oltre 15 anni. Ora ho 49 anni. A seguito dell’intervento ho una grave iperglicemia postprandiale che mi provoca spesso delle crisi reattive di ipoglicemia da eccesso di insulina. Fornisco qui di seguito le ultime analisi di laboratorio:
Glicemia basale 77; Insulinemia basale 4,6
dopo 30’ dalla fine del pasto: glicemia 258 e insulinemia 61,3
dopo 70’ dalla fine del pasto: glicemia 270 insulina 177
dopo 135’ dalla fine del pasto: glicemia 65 insulina 21,6
Attualmente non utilizzo farmaci ma solo dieta
Il medico del mio centro diabetologico mi ha consigliato l’assunzione di insulina rapida humanlog per evitare i picchi di iperglicemia ed i conseguenti rimbalzi ipoglicemici. Tuttavia io ho problemi per l’assunzione dell’insulina, in quanto la mia malattia di base, per la quale sono stata gastroresecata, è una grave forma di gastroparesi idiopatica, per cui il sistema digerente ha le funzioni peristaltiche alterate, nel senso che dopo l’assunzione del cibo, per un pò di tempo vi è stasi e improvvisamente si rimette in movimento e quindi anche l’iperglicemia compare a volte subito ed a volte dopo un pò di tempo.
Il mio medico curante gastroenterologo invece mi ha riferito che andrebbe utilizzato un diverso farmaco che migliori l’insulinoresistenza. Quale potrebbe essere tale farmaco alla luce delle più recenti acquisizioni farmacologiche? Il mio gastroenterologo mi ha anche consigliato di provare ad utilizzare l’octreotide che pare faccia diminuire l’iperglicemia postprandiale.

Risponde il dr. Paolo Ciampalini, diabetologo:
Il suo quadro clinico ricorda in molti aspetti quello classico della “dumping syndrome”. Oltre ai dati anamnestici in cui è presente l’intervento chirurgico, la diagnosi si basa sullo score di Sigstad (sintomi clinici) e sulla classificazione di Visick che valuta la variabilità del battito cardiaco dopo challenge test (60 minuti dopo 50 grammi di glucosio per os). Quest’ultima classificazione ha una sensibilità del 100% e specificita del 92% nel confermare la diagnosi di dumping syndrome.
Poiché l’iperglicemia e la successiva tardiva risposta iperinsulinemica sono legati alla gastroresezione ed alle conseguenti alterazioni del transito, il trattamento di elezione della dumping syndrome si articola in:
a) dieta priva di zuccheri semplici, uso solo di carboidrati complessi, ricorso a pasti misti piccoli e frequenti, evitare di bere durante i pasti
b) acarbosio, con dosi incrementabili progressivamente fino a 100mg ai pasti (in alcuni casi, per ridurre l’ipertonicità dell’intestino a valle della stomia e per controbilanciare eventuali effetti collaterali dell’acarbosio, può essere associato un antispastico)
c) octreotide, generalmete limitato alle forme più gravi e refrattarie ad altri trattamenti (in genere 50 mcg prima dei pasti principali)
d) nei casi più severi e senza risoluzione ai precedenti trattamenti è infine descitta una revisione chirurgica della iniziale stomia.


Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 27 Ottobre 2004 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2004/e2_02152.html