Indennità di accompagnamento all’estero
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 6 Maggio 2004 Alda B. scrive:
Da poco prima di Natale mia suocera 89 anni residente in Toscana è venuta a Londra con noi per un periodo di tempo. Quasi subito dopo essere arrivata l’abbiamo dovuta ricoverare all’ospedale perchè si era bloccata e faticava a camminare. Le hanno diagnosticato una compressione della colonna vertebrale cervicale. Mia suocera percepisce la sua pensione in Italia e qui a Londra non ha molti diritti anche se ci stanno aiutando abbastanza a livello medico. Purtroppo sia io che mio marito (figlio unico) lavoriamo e nel frattempo che siamo fuori casa dobbiamo pagare una persona che stia con lei perchè è completamente dipendente. Ha perso la sensibilità delle mani insieme al bilancio centrale e di conseguenza cammina con fatica. Ora se mia suocera fosse in Italia avrebbe diritto a una cifra di accompagnamento, cosa posso fare per sostenere queste spese molto alte?A chi mi posso rivolgere? Secondo i dottori a Londra non ci saranno rimedi per lei e deve rimanere qui altrimenti sarebbe un problema rimandarla in Italia. Mi potete aiutare?Risponde il dr. Carlo Pisano, avvocato:
L’indennità di accompagnamento prevista dalla legislazione italiana richiede la residenza sul territorio nazionale. La legislazione britannica prevede un assegno di accompagnamento, detto "Attendance allowance" che spetta alle persone di oltre 65 anni non ricoverate che necessitano di assistenza personale a causa di una malattia o menomazione. E’ richiesta la residenza in Gran Bretagna. Viene pagata con cadenza settimanale e attualmente, a seconda della gravità della situazione, č pari a £. 39,35 o a £. 58,80, Per maggiori informazioni circa le modalità della domanda e gli ulteriori requisiti richiesti sarà comunque opportuno rivolgersi all’ente previdenziale locale.
Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 20 Agosto 2004 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2004/e2_02134.html