Una nuova scoperta per chi è affetto coronopatia per via flebo

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 31 Maggio 2004 Luigi D. scrive:
Il giorno 28 maggio ho sentito nel telegiornale due una nuova scoperta per chi è affetto coronopatia per via flebo - i risultati sono migliori della terapia della simvastatina. Gradirei saperne di più. Io sono in uno stato avanzato - di occlusioni coronariche - per questione di peso (140 kg) non posso intervenire chirurgicamente - indi questa flebo dicono che ha la possibilità di pulire nel tempo i tratti intasati. Qui dove vivo nessuno sa dirmi di che tipo di farmaco si tratti, io a mia volta non ho scritto il nome della flebo - e non so nemmeno quando ci sarà in Italia. Le mie crisi anginose si fanno sempre più frequenti. Ho 65 anni

Risponde il dr. Vincenzo Martinelli, cardiologo:
Ultimamente sono stati presentati alcuni farmaci che rappresentano un avanzamento della terapia delle coronaropatie, ma non saprei dire a quale si riferisse in particolare quella presentata dalla TV a cui Lei si riferisce. Tuttavia la maggior parte dei farmaci impiegati in questi casi, nuovi o vecchi che siano, hanno solo la prerogativa di rallentare e raramente frenare la progressione delle ostruzioni coronariche. Se così non fosse, non servirebbero più le Angioplastiche, gli Stent ed i By Pass. Le terapie endovenose, poi, di solito trovano impiego solo in fase acuta di malattia, nel paziente ricoverato. Comunque, si usano per via endovenosa dei nuovi farmaci scoagulanti (cioè che “sciolgono” il sangue), mentre quelli ipocolesterolemizzanti si assumono sempre in compresse. In quest’ultimo caso una novità è l’Ezitimibe, che coadiuva l’azione delle statine riducendo l’assorbimento intestinale del colesterolo, ma al momento non è ancora in commercio.
Credo che Lei sia comunque curato da un cardiologo e, essendo diabetico, Le avrà prescritto certamente le terapie farmacologiche indicate dai protocolli più recenti, che prevedono, tra l’altro, l’associazione di Aspirina e Clopidogrel, eventualmente con l’aggiunta di Enoxaparina sottocutanea, proprio per mantenere scoagulato (cioè “sciolto”), oltre a Statine a pieno dosaggio, Aceinibitori e Betabloccanti, in attesa di poter effettuare l’intervento chirurgico a cui accenna.
Solo prendendo visone della coronarografia è possibile stabilire se sia possibile almeno una rivascolarizzazione parziale (per esempio un singolo By Pass con chirurgia miniinvasiva o minitoracotomia) eseguita a cuore battente, in attesa di completarla dopo il calo di peso.
Le consiglio perciò di sentire il parere di qualche Cardiochirurgo che abbia esperienza in merito. Può trovare qualche indicazione consultando su Internet la voce “CARDIOCHIRURGIA MINIINVASIVA”


Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 16 Giugno 2004 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2004/e2_02121.html