Curare una neuropatia diabetica

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 19 Maggio 2004 Sergio M. scrive:
E’ possibile curare, una neuro patia diabetica?

Risponde il dr. Fabio Baccetti, diabetologo:
La domanda che mi pone richiederebbe come risposta un piccolo trattato ma vedrò invece di essere sintetico e chiaro. Per prima cosa è bene chiarire che esistono diverse forma di Neuropatia Diabetica; la più comune è la PoliNeuropatia sensitivo-motoria che si manifesta agli arti inferiori con una distribuzione tipicamente a calzino cioè dall’estremità delle dita i sintomi, cioè parestesie, dolore o diminuizione della sensibilità, tendono a salire verso l’alto. Altre manifestazioni di Neuropatia ma più rare sono le mononeuropatie che possono interessare i muscoli della coscia ed essere anche bilaterali e queste sono forme che di solito si autolimitano nel tempo. Oppure ci sono le Mononeuropatie dei nervi cranici (l’oftalmico e il faciale) o quelle da intrappolamento che interessano di solito il nervo mediano al polso (Sindrome del Tunnel Carpale) oppure l’ulnare al gomito (Sindrome Cubitale). Si possono poi avere le più rare Neuropatie dei nervi intercostali o adominali che spesso vengno confuse con le manifestazioni cliniche del Herpes Zoster. La Neuropatia Diabetica di solito interessa il nervo periferico sia nella sua componente somatica (motoria e sensitiva), sia nella componente autonomica (simpatica e parasimpatica) e le manifestazioni cliniche saranno dovute alla maggiore o minore compromissione di una delle due. Esistono comunque anche alcune forme di Neuropatia Diabetica esclusivamente autonomica come la Gastropatia ed Enteropatia diabetica (che si manifestano clinicamente con il rallentamento dello svuotamento gastrico, oppure diarrea), le disfunzioni vescicali e non ultimo le disfunzioni in ambito sessuali. Come può capire le manifestazioni cliniche della Neuropatia Diabetica sono molto eterogenee e comunque non si presentano tute insieme nel solito soggetto. Ad oggi l’unico terapia universalmente riconosciuta per la prevenzione primaria e secondaria della Neuropatia Diabetica è il mantenimento nel tempo del buon controllo metabolico inteso come Emoglobina Glicosilata < 7,0% con Glicemia a digiuno < 120 mg/dl e in post prandiale < 160 mg/dl. Parlo di prevenzione secondaria nel senso che una volta manifestatasi la Neuropatia Diabetica, essendo dovuta al danno sul nervo causato dall’iperglicemia che quindi si perpetua nel tempo, non può regredire ma si può certamente impedire che evolva e che dia le sue temibili sequele finali come le ulcere del piede o al completa perdita di sensibilità cutanea. Esistono comunque tutta una serie di farmaci usati nel tempo per la cura della Neuropatia Diabetica che hanno avuto fortune alterne; ad oggi le uniche sostanze con qualche evidenza alle spalle sono gli antiossidanti come l’acido Lipoico (almeno 800 mg al giorno in forma retard) e la Vitamina E (almeno 900-1200 UI al giorno) ma comunque complementari al buon controllo metabolico. In alcune forme poi particolari come le Mononeuropatie dei nervio cranici i colleghi neurologi consigliano spesso anche l’assunzione della Vitamina B12. Recentemente sono state poi proposte delle tecniche di fisiche che usano raggi ultravioletti con risultati incoraggianti ma sempre molto preliminari e sperimentali. In ultimo una parola sulla terapia del dolore che spesso è la manifestazione principale della Neuropatia Diabetica specie agli arti inferiori: ad oggi abbiamo la fortuna di avere una nuova categoria di farmaci, gli stabilizzanti di membrana, mutuati dalla terapia antiepilettica che sono molto efficaci nel ridurre se non far scomparire del tutto la sintomatologia algica: il Gabapentin, il Topiramato e altri in studio. Il primo il Gabapentin ha molti studi alle spalle ed è il più usato anche grazie ai suoi scarsi effetti collaterali.


Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 3 Giugno 2004 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2004/e2_02112.html