Influenza dei granulomi dentari sulla glicemia

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 5 Maggio 2004 Ercole R. scrive:
Ho letto recentemente, confermato da una risposta sulla vostra mail list, che la presenza di granulomi dentari, anche silenti, può influenzare significativamente la glicemia spiegando così variazioni non previste in pazienti che mantengono un adeguato regime alimentare e terapeutico.
Mi interesserebbe avere qualche informazione (o referenza per reperirle) sui meccanismi patogenetici.

Risponde il dr. Massimiliano Altana, odontoiatra:
La presenza di un granuloma periapicale rappresenta classicamente un potenziale focolaio infettivo cronico (focus), capace quindi di causare effetti a distanza, per trasporto di germi e/o tossine. A livello metabolico, nella “fase iperdinamica” dei fenomeni infettivi si osserva una minore tolleranza alla infusione di cardoidrati, aumento del fabbisogno insulinico e tendenza all’iperglicemia (elevazione degli ormoni controinsulari).
Questo avviene in qualunque soggetto (sano) che sia “portatore” di granulomi apicali da lungo tempo; nei pazienti diabetici tale problema è ovviamente ancora più sensibile.
Vale forse la pena di aggiungere che la presenza di focolai cronici di infiammazione quali sono i granulomi apicali presenta numerosi pericoli per la salute generale dell’organismo, e tipicamente proprio agli “organi bersaglio” delle classiche complicanze diabetiche.


Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 26 Maggio 2004 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2004/e2_02102.html