Quella crudele e paradossale fase denominata “luna di miele”
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 5 Maggio 2004 Aristide M. scrive:
Ho 22 anni e da circa 5 mesi mi è stato diagnosticato il diabete mellito tipo uno. La terapia iniziale consisteva in 10 U di insulina 30/70 prima di pranzo e cena, poi rapidamente ridotta sino alla completa sospensione, avvenuta quasi un mese fa. Ora, dovrei proprio trovarmi in quella crudele e paradossale fase denominata “luna di miele”. Così, sebbene i miei valori glicemici siano più che accettabili, come tra l’altro l’emoglobina glicata (5,4), a destarmi stress sono alcuni angosciosi interrogativi, a cui finora non ho trovato risposta. Dunque, sono risultato negativo agli ICA e da oltre 30 giorni attendo fevidamente i risultati di ANTI GAD, IA2 etc. Ora, vorrei sapere: nel caso che anche queste analisi risultassero negative, cosa mi attende a breve e lungo termine? Insomma, questa negatività potrebbe allungare il periodo della mia luna di miele? Oppure, in quale risultato dovrei confidare? Francamente, è “meglio” avere un diabete Lada o altre forme?Risponde il prof. Marco Songini, diabetologo:
Il diabete tipo 1 autoimmune è sempre diabete tipo 1 indipendentemente dal fatto che sia ad esordio acuto o classico tipo 1 infantogiovanile o forma ‘subdola’ ad esordio nell’età adulta tipo LADA. La terapia è solo quella insulinica e si consiglia di proseguirla seppur a dosi ridotte o minime anche durante la luna di miele al fine proprio di allungare per quanto è possibile la luna di miele. Bisogna quindi giudicare dalla residua secrezione endogena misurata con un test al glucagone come comportarsi di conseguenza.
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 26 Maggio 2004 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2004/e2_02100.html