La terapia dell’emofilia ha indotto il diabete
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 2 Maggio 2004 Giorgio S. scrive:
A mia moglie è stata diagnosticata un’emofilia acquisita, tre mesi dopo la nascita della prima figlia. L’ematologo le ha prescritto altissime dosi di Deltacortene 112mg al giorno in base al peso 55 kg. La terapia a lungo termine ha indotto un diabete che arriva a punte di 180-200, nonostante l’utilizzo di ipoglicemici (anche se a basse dosi). Chiedo se sia il caso di abbassare il titolo della terapia cortisonica, oppure far fronte alla necessità di perfezionare la terapia antidiabetica. La domanda è: in realtà quale tipo di terapia idonea si può adottare visto la particolarità della malattia? (Mia moglie prende anche un gastroprotettore).Risponde il prof. Marco Songini, diabetologo:
Nel caso di sua moglie la terapia cortisonica è di primaria importanza dal punto di vista dell’emofilia e pertanto più che pensare ad una riduzione della terapia cortisonica prescritta a sua moglie dal collega riterrei invece più utile il passaggio alla terapia insulinica. Ne parli con il suo curante o si rivolga ad un diabetologo.
Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 13 Maggio 2004 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2004/e2_02093.html