Non riesco a non mangiare carboidrati

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 5 Aprile 2004 Maria P. scrive:
Ho 39 anni e sono affetta da Ipertiroidismo: ho dei valori elevati di FT3, FT4, mentre il TSH è soppresso; da quando si è manifestato il problema sono ingrassata notevolmente; la colpa è mia perchè non riesco a NON MANGIARE carboidrati, sia semplici che complessi. Se mangiassi un vasetto intero di maionese, probabilmente non ingrasserei (con il metabolismo accelerato che ho), ma se mangio anche solo 80 gr di pasta metto su un chilo che per una settimana non se ne va.
Questo fatto si verifica da parecchi anni, perchè in passato sono stata affetta da Morbo di Cushing, ora guarito, e, fino a d acluni mesi fa, ero ipotiroidea; ma ora la reazione ai carboidrati mi sembra un po' eccessiva. Vorrei sapere quindi se l'ipertiroidismo possa "scatenare" un'intolleranza al glucosio tale da contrastare gli effetti dell'ipertiroidismo sul peso, in altre parole se ci può essere correlazione tra ipertiroidismo ed intolleranza al glucosio.

Risponde il dott. Marco Songini, diabetologo:
In effetti una relazione tra ipertiroidismo ed intolleranza agli zuccheri esiste ma certamente non di entità tale da poter giustificare i suoi atteggiamenti alimentari nei confronti dei carboidrati che come lei li riferisce assumono più l'aspetto di 'craving': forse un buon consiglio di un esperto nel settore potrebbe aiutarla più di quanto possa fare un endocrinologo o diabetologo.

Risponde la dott.ssa Teresa Remoli, psicologo:
Da quanto scrive sembra davvero difficile per lei resistere all'impulso di assumere carboidrati, anche se questo comportamento si traduce poi rapidamente in un disagio, determinato dal rapido aumento di peso. Ritengo sarebbe importante considerare altre possibili letture del suo comportamento alimentare. Considerando che lei è a Milano forse potrebbe rivolgersi ad alcuni centri specializzati per avere ulteriori ragguagli : potrebbe contattare uno dei centri sotto elencati ( in particolare il primo in elenco) e stabilire un incontro con uno psicologo o psicoterapeuta.
E' senza dubbio una via da percorrere, che credo le consentirà senza dubbio di acquisire una maggiore consapevolezza di sè e forse di identificare nuove soluzioni per migliorare la situazione che descrive.


Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 26 Aprile 2004 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2004/e2_02076.html