Iniziale necrosi del dito mignolo e desquamazione del piede
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 31 Marzo 2004 Claudia F. scrive:
Mio padre è affetto da emiplagia a carico dell'arto inferiore sinistro con ipertonia spastica e relativa distonia in adduzione-flessione della mano conseguenza di ictus in data 10 novembre 1996; trombocitosi essenziale; diabete mellito di tipo 2 insulinodipendente, soffio carotideo per stenosi serrata bilaterale dx 60%-sx 80%; bronchite cronica; K vescicale e recentemente si è manifestata neuropatia diabetica all'arto inferiore in particolare al piede dx, con iniziale necrosi del dito mignolo e desquamazione dell'intero piede con dolori fortissimi. Ha praticato alcolizzazione del simpatico e da un recente controllo ci è stato detto di non poter più fare nulla a causa delle altre patologia presenti se non terapia farmacologica fino a necrotizzazione dell'intero piede con eventuale successiva amputazione. E' vero? So che il quadro è complesso ma è un tentativo.Risponde il dott. Patrizio Tatti, diabetologo:
Suo padre è affetto da numerose patologie, ma questo non vuol dire che la situazione generale sia talmente compromessa da impedire ogni terapia. Per esempio il tumore della vescica può dare un impegno più o meno grave, la stenosi della carotide anche se grave può essere più o meno stabile.
Per quanto riguarda i dolori alla gamba e la desquamazione del piede le hanno detto che si tratta di una neuropatia dolorosa (e questo è perfettamente logico). La alcolizzazione per limitare il dolore è una delle scelte possibili.
Al contrario non comprendo perchè le hanno detto che bisogna solo attendere che la gamba vada spontaneamente in necrosi per poi amputarla. Questa evoluzione è insolita in caso di neuropatia dolorosa, ed è invece piuttosto frequente nel caso di arteriopatia periferica sia da sola che associata alla neuropatia se non si interviene rapidamente. La necrosi del 5o dito potrebbe essere un indizio di questa situazione.
Le consiglio di far fare un ecodoppler delle arterie degli arti inferiori per valutare la esistenza ed eventualmente il grado di arteriopatia coesistente e poi prendere in considerazione l'uso di vasodilatatori, o di interventi chirurgici disostruttivi. In particolare la chirurgia è estremamente sviluppata e può risolvere molte situazioni difficili. Ovviamente tutte queste soluzioni vano decise da un team di specialisti, che comprenda un diabetologo, un anestesista ed un chirurgo esperto di patologia vascolare nei soggetti diabetici.
Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 15 Aprile 2004 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2004/e2_02073.html