Tre piccole ulcere che le procurano un male insopportabile
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
L'11 Marzo 2004 Elena B. scrive:
Mia mamma ha il diabete da 27 anni, insulinodipendente, diagnosticata neuropatia agli arti inferiori, assume Laroxyl (5 g. la mattina e 10 la sera), Betotal per le vitamine; ha tre ulcere di dimensioni ridotte al piede destro ma che gli procurano un male insopportabile. Per ora assume Nimesulide; non si può allievare il dolore in un altro modo? Solo i farmaci possono qualcosa?Risponde il dott. Fabio Baccetti, diabetologo:
Quella che lei ci riferisce è una situazione abbastanza comune, purtroppo, fra i pazienti diabetici. In ogni caso come primo cosa consiglierei di accertarsi se insieme alla Neuropatia Diabetica non vi sia per caso presente anche un’Arteriopatia periferica che provocando ischemia, cioè un insufficiente afflusso di sangue arterioso alle gambe, può provocare la comparsa di ulcere dolorose che non guariscono; a questo proposito sarebbe stato utile sapere la localizzazione anatomica di tali ulcere. Consiglio quindi indagini vascolari per quantificare il flusso arterioso e cioè prioma di tutto un esame obiettivo dei polsi arteriosi seguito da Ecocolor Doppler; se fosse presente Arteriopatia la terapia da mettere in atto è il trattamento aggressivo dei fattori di rischio e quindi ottenimento con ogni mezzo del buon controllo metabolico (Glicemia a digiuno fra 90-130 mg/dl, post prandiale < 180 mg/dl, HbA1c < 7,0%), terapia antiaggregante piastrinica o anticoagulante, terapia ipocolesterolemizzante e antiipertensiva (obbiettivi da raggiungere rispettivamente LDL Colesterolo < 100 mg/dl, PA 130/80 mmHg). Tutto quello che ho detto finora è molto importante al fine anche della decisione su come trattare il dolore perché se il dolore è di origine ischemica, le terapia convenzionali a base di FANS (cioè derivati acido acetilsalicilico come la Nimesulide) o altri antidolorifici sono poco efficaci ed è necessario spesso passare agli oppiodi come la Morfina, il Tramadolo per os oppure somministrati per via epidurale mediante cateterino. Se invece il dolore ha esclusivamente eziologia neuropatica si aumentare il dosaggio dell’amitriptilina (farmaco attualmente assunto da sua mamma) oppure passare al Gabapentin con dosaggio di partenza 400 mg la sera da aumentare gradualmente fino a 1500-3600 mg nei casi più resistenti. Questo ultimo farmaco non ha particolari effetti collaterali se non sonnolenza e disturbi della deambulazione ma dato che viene somministrato a pazienti neuropatici in cui la sensibilità propriocettiva potrebbe essere alterata è bene indagare a fondo la presenza di tale effetto collaterale che potrebbe portare a cadute assai pericolose specialmente nelle persone anziane. Se anche il Gabapentin non fosse efficace esiste la possibilità di impiantare un Neurostimolatore midollare; questi consta di un sondino in cui sono presenti degli elettrodi che è posizionato direttamente sul midollo spinale cui arrivano le afferenze nervose che trasportano gli stimoli dolorosi dalle gambe. Questo sondino poi è collegato ad uno stimolatore, inizialmente esterno e poi posizionato in una tasca sottocutanea in addome, che dalla parola stessa stimola elettricamente gli elettrodi posti sul midollo provocando così un'abolizione o netta riduzione della sensazione dolorosa. I risultati di questa tecnica sono ottimi ma la procedura di posizionamento ed impianto del sistema è molto invasiva ed è comunque completamente gestita dai colleghi anestesisti antalgologhi.
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 31 Marzo 2004 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2004/e2_02056.html