Possibilità che si verifichi un altro infarto

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 2 Marzo 2004 Lidia F. scrive:
Mio padre che ha 57 anni con diabete ma non so di che tipo l'anno scorso ha avuto un infarto, in ospedale gli hanno fatto un angioplastica e fin da allora si cura con vari farmaci.
Siccome il suo stato di salute mi provoca molta ansia le chiedo cortesemente: ci sono possibilità che si verifichi un altro infarto nonostante i farmaci che prende? La mortalità è alta?

Risponde il dott. Vincenzo Martinelli, cardiologo:
Non è ovviamente prevedibile se e quando Suo padre possa avere un altro infarto. In ogni caso la prognosi a distanza dipende anche dall'entità del danno provocato da quello precedente, vale a dire da quanto muscolo cardiaco è "morto" e non si contrae più.
I diabetici, di qualunque tipo, hanno una maggior predisposizione alle malattie cardiovascolari rispetto ai non diabetici e quindi il rischio di un secondo infarto è, a parità di condizioni, più alto.
L'intervento di rivascolarizzzaione mediante Angioplastica è sicuramente una procedura favorevole ed in grado di dare condizioni di stabilità. Tuttavia un giudizio specifico richiederebbe qualche dato in più: quale vaso sia stato trattato, quali fossero le condizioni delle altre coronarie, ecc.
Suo padre ha avuto il primo infarto in età abbastanza giovane; questo è un motivo in più per correggere in maniera aggressiva i cosiddetti "fattori di rischio". In particolare bisogna:
- mantenre il Colesterolo Totale sia con la dieta che con farmaci specifici (le Statine) almeno sotto i 190 mg/dl e quello LDL sotto i 100 mg/dl;
- mantenere l'Emoglobina glicata sotto il 7 % (il che significa raggiungere un compenso glicemico ottimale);
- controllare l'Omocisteinemia (che deve essere inferiore a 9 ng/dl nel caso di persona con diabete, normalmente è 12 ng/dl);
- abolire il fumo (se del caso) ed effettuare regolare attività fisica (basta una passeggiata tutti i giorni);
- mantenere la pressione arteriosa su livelli ottimali (le linee guida
internazionali indicano come "ottimali" i valori inferiori a 120/80, a qualunque età);
Alcuni farmaci, hanno mostrato una particolare efficacia terapeutica e preventiva negli infartuati specie se diabetici: le Statine (v. sopra), i betabloccanti e gli Aceinibitori sono particolrmente utili sia per il controllo pressorio che per prevenire i danni vascolari.
Un cenno particolare ai farmaci antiaggreganti piastrinici, cioè quelli che "sciolgono il sangue": l'Acido Acetilsalicilico (l'Aspirina, per intenderci) spesso nei diabetici funziona poco e può essere sostituito più efficacemente dalla Ticlopidina o dal Clopidogrel. In qualche caso può essere vantaggiosa l' associazione di uno di questi con quello (con particolare efficacia testata proprio nei diabetici), a fronte però di un rischio di sanguinamenti lievemente aumentato.
Infine sarà bene effettuare un ECODOPPLER arterioso delle carotidi, degli arti inferiori e delle arterie renali per escludere vasculopatie di altri ditretti.
Questo è quanto al momento la scienza medica offre per una adeguata prevenzione "secondaria" dell'infarto, con buone percentuali di successo.


Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 19 Marzo 2004 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2004/e2_02044.html