Utilità dell'acetilcarnitina per neuropatia diabetica
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 16 Febbraio 2004 Antonello P. scrive:
La paziente in questione ha 83 anni, è mia madre. Da almeno 25 anni è in cura per diabete non insulino dipendente. Terapia in atto con gliclazide, 3 cpr. die. Dal 1988 esiti di emiparesi sn. con vasculopatia trattata con ticlopidina. Da alcune settimane riferisce debolezza alle gambe con aumento della difficoltà motoria, in particolare "non riesco a far muovere le gambe" e lieve perdità di sensibilità alle mani. Unico sollievo il letto.no dolori ma lievi formicolii e sensazione di "camminare sull'acqua". Iniziata terapia con nicetile fl. 1 al di in seguito a diagnosi del medico curante di neuropatia diabetica. Chiedo parere su effettiva utilità l-acetil carnitina ed eventuale sostituzione od abbinamento con altri farmaci. Ultima curva glicemica del 25 gennaio riporta valori molto bassi a digiuno (45-60) e molto alti post prandiale (260), mentre valore serale si attesta su 170. Aggiustamento terapia ipoglicemizzante?Risponde il dr. Fabio Baccetti, diabetologo:
Partiamo dalla sua ultima domanda, quella riguardante la terapia ipoglicemizzante. All’età della paziente il range del buon controllo metabolico è più ampio in quanto si considera buona un’emoglobina glicosilata fino a 7,5% (e non 7% come negli altri) e valori di Glicemia post prandiale fino a 200 mg/dl (e non 160-180 mg/dl come nei pazienti più giovani); inoltre l’imperativo in questi pazienti è evitare la comparsa di ipoglicemia o comunque di bassi valori glicemici in quanto oltre a contribuire al deterioramento cognitivo possono provocare cadute con frattura di femore e tutte le sequele che ne conseguono. Perciò in questa categoria di pazienti sono indicati farmaci ipoglicemizzanti orale a rapida azione come la Repaglinide oppure l’uso degli analoghi rapidi dell’Insulina (Lyspro o Aspart) da somministrare prima di ogni pasto; quindi eventualmente sostituirei la Glicazide con uno di questi farmaci più rapidi e che quindi più capaci nello smorzare il picco post prandiale della Glicemia a differenza delle altre solfaniluree che magari non riescono in questa azione e possono poi dare ipoglicemia tardiva.
Veniamo poi alla prima parte della domanda: in base a ciò che mi riferisce in effetti posso azzardarmi a concordare con il suo medico circa la diagnosi effettuata anche perché lui ha potuto visitare la paziente. Certamente la terapia prescritta cioè l’Acetilcarnitina è una di quelle indicate in questo tipo di patologia a cui assocerei terapia antioossidante a base di Acido Lipoico 400 mg per 2 volte al giorno (forma retard). E’ comunque importante controllare meglio le Glicemie e magari eseguire indagini diagnostiche cerebrali tipo Tac o RMN per verificare che l’improvvisa comparsa di tale sintomatologia non sia legata ad un peggioramento della condizione di ischemia cronica cerebrale già presente.
Data ultimo aggiornamento: Sabato, 28 Febbraio 2004 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2004/e2_02029.html