Glicemia e correzioni con insulina in diabete tipo 2
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 13 Gennaio 2004 Angelo M. scrive:
Mia mamma, di anni 68, affetta da circa 15 anni da diabete di tipo 2, dal dicembre scorso è dovuta passare dagli ipoglicemizzanti orali alla terapia insulinica seguente: colazione 4 u rapida, pranzo 10 u rapida, cena 15 u premiscelata 30/70 . Vorrei sapere, per cortesia, come bisogna comportarsi quando, prima di somministrare l'insulina, a pranzo o a cena, si constata che la glicemia è bassa (inferiore a 100)?
Si corre il rischio di provocare l'ipoglicemia somministrando l'insulina prevista, dovendo poi attendere 30 minuti prima di mangiare?
Deve essere somministrata comunque quella prevista oppure deve essere ridotta? In questa ultima circostanza, di quanto in relazione al valore glicemico rilevato?Risponde il dott. Patrizio Tatti, diabetologo:
Se si trova la glicemia inferiore a 100 mg/dl prima di iniettare una insulina rapida per coprire le esigenze del pasto si può:
1 - lavorare sui tempi: in altri termini se la glicemia è bassa conviene abbreviare il tempo che trascorre tra iniezione a pasto, perchè in questo modo si permette al cibo ingerito di aumentare la glicemia prima che l'insulina inizi ad agire. Nei casi di glicemia molto bassa si può invertire la sequenza (prima il cibo e dopo l' insulina). Nelle persone anziane che oltre ad avere talvolta la glicemia preprandiale bassa mangiano anche irregolarmente conviene usare gli analoghi rapidi dell' insulina (Humalog, Novorapid), che si possono iniettare in ogni caso dopo aver mangiato.
2 - lavorare sulle dosi: significa ridurre od aumentare la dose di insulina proporzionalmente al valore glicemico che si trova. Esistono delle regole per calcolare questa variazione ma non mi sento di consigliarle perchè si dovrebbe comunque tener conto anche di quanto il soggetto mangerà, della sensibilità insulinica e via dicendo. Le consiglio di portare un diario glicemico ed alimentare ad un buon diabetologo. Possono bastare anche pochi giorni di ossevazione
3 - lavorare su entrambi i punti 1 e 2. Il vantaggio di integrare queste due tecniche è che piccole variazioni della dose (ad esempio di 1 unità) permettono di regolarizzare molto bene la glicemia post-prandiale.
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 26 Gennaio 2004 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2004/e2_01997.html