Attività fisica e neuropatia autonomica

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


L'11 Novembre 2003 Marco P. scrive:
Sono diabetico tipo 1° da 12 anni circa.
Agli ultimi esami eseguiti mi è stato diagnosticato tramite i test di neuropatia una iniziale forma di neuropatia autonomica.
Il dubbio era insorto dal fatto che negli ultimi tempi non avvertivo più le ipoglicemie (o meglio cominciavo ad accorgermene con valori oscillanti sui 40) e in rare occasioni ero soggetto a fenomeni di tachicardia (tenga però in considerazione che sono un soggetto estremamente ansioso e queste manifestazioni si presentano soprattutto in particolari momenti di forte emotività ad esempio durante elettrocardiogrammi e esami medici che generano in me molta tensione).
Gli elettrocardiogrammi non presentano aritmie ne altre patologie (ho fatto recentemente anche un ECG sotto sforzo), l'unico problema è che sento dentro di me una grandissima agitazione ed il mio battito cardiaco arriva addirittura a 100 battiti/min.
Tenga presente che quando sono a casa rilassato le mie pulsazioni sono normali e non rilevo nessun disagio.
Da un paio di anni ho smesso di fumare e pratico in maniera decisa attività fisica soprattutto Jogging e bicicletta (almeno 3 volte alla settimana faccio i miei 6-8 Km di corsa) e mi sembra di stare decisamente meglio sia per il compenso glicemico sia sullo stato fisico in generale e, a riposo il mio battito cardiaco è ancora più rallentato.
Arrivo al punto: Può questa attività fisica avere controindicazioni per la neuropatia iniziale che mi è stata diagnosticata?
C'è la possibilità che portando glicemie più elevate possa sentire maggiormente i sintomi dell'ipoglicemia o oramai la situazione è irreversibile?
Cosa posso fare per tenere sotto controllo questa patologia ed eventualmente migliorarla?
Riporto inoltre i dati dei test:
1) Variazione frequenza cardiaca da coricato con respirazione profonda: 1,34 (valore di due anni fa 1,23)
2) Variazione frequenza cardiaca con passaggio da coricato a in piedi: 1,08 (valore di due anni fa 1,18)
3) Manovra di Valsalva: 1,25 (valore di due anni fa fa 1,66)
4) Delta sistolico 9mm (valore di due anni fa 10mm)
Questi dati possono essere influenzati da un grosso stato di agitazione?

Risponde il dott. Fabio Baccetti, diabetologo:
Andiamo per ordine perché lei in una sola domanda pone moltissimi quesiti. L’attività fisica nel paziente diabetico, anche se tipo 1, non è mai sconsigliabile amenochè siano presenti problemi cardiovascolari. Nel suo caso la presenza di una lieve forma di Neuropatia Autonomica non presenta controindicazioni anche se certo bisogna fare attenzione al tipo di sforzo che i fa che deve sempre essere di tipo aerobico e non anaerobico come potrebbero essere le immersioni, il body building o altri sports simili. Fra l’altro i risultati che lei mi riporta dei tests effettuati andrebbero valutati in base ai parametri di normalità che il laboratorio dove li ha fatti usa perché per esempio se lei avesse ottenuto quei risultati nel mio sarebbero risultati normali. Riguardo al problema dell’ipoglicemia, a volte può succedere che in soggetti che hanno un controllo metabolico strettissimo e che quindi hanno sempre glicemie molto vicine alla soglia dell’ipoglicemia con il tempo non siano più sensibili all’ipoglicemia semplicemente perché l’organismo si resetta su valori glicemici più bassi, cioè prende come soglia per far scattare i meccanismi neurovegetativi dell’ipoglicemia valori glicemici più bassi del normale. Questa situazione è reversibile tenendo le glicemia più alte per un periodo di tempo varabile che permette all’organismo di resettarsi su valori glicemici più alti. E’ anche vero però che la presenza di Neuropatia Autonomica può portare alla mancata risposta all’ipoglicemia da parte dell’organismo per il deterioramento dei meccanismi controregolatori ma è difficile da lontano e virtualmente dire di preciso da cosa dipende il suo non avvertire più l’ipoglicemia. Qualche parola infine sui tests per la Neuropatia Autonomica. Questo strumento, usato da Ewing nel diabetico per primo circa 20 aa fa, si è largamente diffuso nel mondo perché facile da usare, poco costoso e non invasivo ma purtroppo comporta tutta una serie di problemi di standardizzazione. Infatti i risultati sono molto variabili e l’esecuzione dei tests andrebbe standardizzata cioè andrebbero fatti a digiuno, prima di aver assunto la proprio terapia ipoglicemizzante, non bisognerebbe aver assunto caffè o altre bevande eccitanti nelle 12 ore precedenti, non aver fumato, non assumere terapia antiipertensiva, antiartimica o ormonale o qualunque altro farmaco in grado di influenzare la frequenza cardiaca. Inoltre certo stati di agitazione con tachicardia di base possono influenzare i tests. Proprio per tutte queste variabili poi ogni laboratorio dovrebbe avere i propri parametri di normalità, fatti sulla popolazione normale del proprio bacino di affluenza, cosa non assolutamente facile ed infine ci sono laboratori che per far diagnosi o almeno dare indicazione di presenza di Neuropatia Autonomica usano i 5 tests previsti e si basano sul numero di essi anormali ed altri che invece ne fanno 3 soli (batteria ridotta) al termine dei quali si stila un punteggio (Autonomic Score) in base al quale si stratifica il grado di severità della Neuropatia Autonomica. Capisce quindi come i risultati possono variare da laboratorio a laboratorio. Le consiglio perciò eventualmente di ripetere i tests ogni anno, continuare a fare attività fisica sotto controllo medico e di tenere le glicemia più controllate possibile.


Data ultimo aggiornamento: Domenica, 30 Novembre 2003 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2003/e2_01964.html