Oggi non faccio più tantissima attenzione alla dieta
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 3 Settembre 2003 Rosalba scrive:
Ho 29 anni e ho scoperto di essere diabetica dopo un anno dalla fine della mia prima gravidanza, periodo in cui ho anche sofferto di diabete gestazionale a partire dal quinto mese. Ho mio padre che dopo i cinquant'anni ha scoperto di soffrire di diabete mellito e credo che i miei problemi derivino principalmete da un fattore ereditario.
Devo dire che dopo un periodo in cui ho cercato di curarmi "bene", oggi non faccio più tantissima attenzione a quello che mangio, sebbene abbia completamente eliminato i dolci e la frutta altamente zuccherina.
Assumo mezza pillola di "Amaryl" prima di pranzo anche se per problemi di lavoro spesso il mio pasto competo lo faccio a cena. Questo credo sia il motivo per cui spesso la mattina a digiuno ho valori anche superiori a 150. A tale proposito volevo sapere se posso variare giornalmente il momento in cui assumo la pillola a seconda di quando faccio il mio pasto completo o se l'ora si assunzione deve essere più o meno sempre la stessa?
Spero di essere stata abbastanza chiara e mi farebbe piacere ricevere una vostra risposta.Risponde la dr.ssa Anna Casu, diabetologo:
Dai dati che ci scrive è difficile poter capire a quale tipo di diabete siamo di fronte: la giovane età potrebbe far propendere per un diabete tipo 1 a lenta insorgenza , mentre la familiarità, l'esordio durante la gravidanza come diabete gestazionale, la remissione e la ricomparsa del diabete apparentemente non insulino-dipendente farebbero propendere maggiormente verso una forma di diabete tipo 2 classico. La familiarità di primo grado potrebbe tuttavia far pensare anche ad una più rara forma di diabete geneticamente determinato chiamata MODY (diabete dell'adulto a manifestazione giovanile) che esordisce con iperglicemie di lieve entità in età adolescenziale o giovane-adulta e che spesso è misconosciuto se non si effettuano accertamenti specifici, come per esempio durante la gravidanza. Queste forme di diabete (se ne conoscono almeno 6) non necessitano di insulina e presentano complicanze croniche con minore frequenza rispetto al diabete tipo 1 e tipo 2. Si tratta di forme in cui l'alterazione di un singolo gene porta a un ridotto stimolo alla secrezione insulinica o ad una ridotta funzionalità delle cellule che la producono e di solito interessa più membri della stessa famiglia con una trasmissione tipicamente "verticale" cioè nonno, genitore, figlio.
In merito alla terapia, essa è ovviamente in relazione al tipo di diabete che il suo diabetologo avrà certamente ben caratterizzato. In ogni caso l'attenzione all'alimentazione rimane, in particolare per il diabete tipo 2, uno dei cardini della terapia stessa.
La glimepiride, come le altre sulfaniluree, andrebbe assunta 30' prima del pasto.
Data ultimo aggiornamento: Martedì, 14 Ottobre 2003 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2003/e2_01912.html