Fidarestat e neuropatia diabetica

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 23 Settembre 2003 Tommaso A. scrive:
Salve a tutti, mi chiamo Tommaso e mi sono imbattuto per caso nella rete nel farmaco FIDERESTAT. Il mio problema è il seguente: mia suocera ha 57 anni e soffre di diabete mellito, sono più di 5 anni che non dorme dal dolore ai piedi e adesso (molto comprensibile) stà cominciando a dare fuori di testa... oltre a ciò soffre di una disfunsione all'ipofisi... insomma è un vero casino.
Vorrei chiedervi con chi si deve parlare o scrivere o telefonare per avere informazioni a riguardo di questo farmaco e se funziona e se si può adottare su di lei.

Risponde il dott. Patrizio Tatti, diabetologo:
Da quanto leggo sembrerebbe che a sua suocera sia stata diagnosticata una neuropatia diabetica dolorosa, ma non è chiaro su quale base. I dolori ai piedi possono dipendere da molte cause, dolori artropatici, vascolari, lesioni della colonna, calzature inadeguate e via dicendo.Prima di pensare ad una terapia sarebbe quindi necessario accertare la diagnosi. Mancano elementi fondamentali: che tipo di diabete ha, da quanti anni, come vanno le glicemie, che terapie usa, come è lo stato nutrizionale, che problema ha all' ipofisi, come è l' esame obiettivo, i riflessi, la sensibilità al dolore ed alla temperatura, ed anche esami strumentali come la Elettromiografia, i PE.
Quindi, per il Fidarestat e qualunque altra terapia quindi un primo punto è fare una diagnosi certa.
Venedo al Fidarestat, si tratta di una molecola che dovrebbe essere utile per le neuropatie diabetiche e forse anche per altre complicanze del diabete. Fa parte della classe degli Aldoso inibitori, e porta purtroppo sulle spalle la brutta eredità di una molecola analoga che venne introdotta in commercio in tutto il mondo per alcuni anni e poi venne ritirata dalla stessa ditta produttrice perchè era di scarsissima efficacia e causò gravi danni epatici. E' mia personale convinzione che la regolamentazione ministeriale che ne limitava l' uso alle fasi avanzate della malattia contribuì all' insuccesso. Probabilmente se fosse stata usata più precocemente quando la malatti non era in stato avanzato i risultati sarebbero stati migliori. Il Fidarestat è una evoluzione successiva e dai risultati preliminari sembrerebbe migliore, comunque si tratta sempre di risultati preliminari il cui maggior pregio per il momento è quello di rialzare il valore delle quote azionarie della ditta produttrice. In attesa del Fidarestat ci sono comunque una serie di ottime alternative, analgesici, antidepressivi,complessi polivitaminici. Sarà però necessario far riferimento ad un diabetologo esperto che la sappia consigliare.


Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 1 Ottobre 2003 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2003/e2_01897.html